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I radioisotopi nella chimica applicata

La radioattività è il fenomeno per cui alcuni nuclei, non stabili, si trasformano in altri emettendo particelle radioattive. La radioattività, quindi, è antica quanto l'Universo ed è presente ovunque: nelle Stelle, conseguentemente in Gaia, e nei nostri stessi corpi.
Svariati sono i campi d'applicazione dei radioisotopi: nella medicina, nel campo estetico, e necessariamente nel campo economico presso il quale velatamente sottendono tutte le attività umane. Il primo da elencare è il campo medico, a mio avviso.
Già dal 1940 venne usato il radio isotopo Iodio 131 per un uso terapeutico in endocrinologia su i pazienti affetti da ipertiroidismo; la tiroide può produrre ormoni in eccesso costringendo l'organismo a emettere energia più velocemente del necessario. Lo iodio 131 in connubio con l'ittrio 90 vengono adoperati in ambito pediatrico contro il linfoma non Hodgkin. Il linfoma è un tipo di cancro che può insorgere quando si verifica un errore nel processo di riproduzione dei linfociti, massa di globuli bianchi che si occupano della difesa dalle infezioni e dai tumori; ma questo non è un semplice tumore, bensì un gruppo di tumori strettamente correlati che agiscono a livello linfatico.
Il primo italiano che ha effettuato una cura sperimentale con i radioisotopi nella cura contro il cancro alle vie biliari (Klatskin) fu Stefano di Meo, facendo due sedute giornaliere di radioterapia guarì da uno dei tumori più temibili.
È opportuno citare le apparecchiature, che attraverso l'uso dei raggi X o di composti radioattivi sono in grado di visualizzare eventuali manifestazioni sottocutanee erronee.
L'esame chiamato PET dall'acronimo Positron Emission Tomography, ovvero Tomografia a emissione di positroni, è uno tra gli esami più costosi e viene effettuato solo in alcuni centri specializzati, usa composti radioattivi e visualizza il decadimento di queste molecole radioattive, che libera positroni che a loro volta scontrandosi, producono radiazioni gamma. La PET è perciò in grado di visualizzare in che luogo si accumuli la radiazione, così è possibile, mediante l'utilizzo del glucosioradioattvo, vedere chiaramente le regioni celebrali che hanno un comportamento più attivo in un determinato momento. Altrimenti tramite l'uso di essa individuare una perdita di attività come accade per il morbo di Alzheimer. L'esame denominato SPECT, possiede una tecnologia simile a quella dell'esame sopraccitato (PET), ma più semplice, che usa composti radioattivi che emettono direttamente radiazioni gamma. Essa viene utilizzata per scoprire malattie neurodegenerative, come l'Alzheimer, e confermare la loro diagnosi.
L'esame radiologico più importante, sicuramente, è la risonanza magnetica (RM), che non ha alcuna controindicazione seguente al trattamento poiché utilizza campi magnetici. Grazie alla risonanza magnetica è possibile far luce su tutti i processi che comportano un alterazione strutturale del tessuto nervoso come accade nelle ischemie, dal greco isch- riduzione, hema- sangue, è la riduzione dell'apporto di sangue con risultante danno o disfunzione del tessuto, o nelle malattie dovute alla neurodegenerazione.
Un'altra applicazione dei raggi avviene attraverso il laser, parola proveniente dall'acronimo inglese Light Amplification by the Simulated Emission of Radiation, ovvero Amplificazione della luce tramite emissione stimolata di radiazioni. Al contrario delle sorgenti tradizionali il laser permette un applicazione mirata, esso viene usato per la cura di difetti alla visione, in primis sulla miopia, in secundis dal 2005 sull'astigmatismo, attività che avviene modificando con varie tecniche il profilo della cornea.
Molti altri ambiti, oltre quello medico, sono impregnati dall'impiego dei radioisotopi, persino quelli più inaspettati, come accade nell'ambito elettronico. Il laser infatti viene utilizzato nel ramo delle telecomunicazioni, attraverso le fibre ottiche, infatti, è possibile acquisire enormi quantità di dati, ma questo non è l'unico esempio che ci può testimoniare l'utilizzo dei raggi nell'elettronica, il laser, appunto, viene utilizzato come elemento di lettura nei lettori CD e per la trascrizione sui CD per mezzo del masterizzatore. Nel settore industriale il laser viene utilizzato per tagliare o saldare lamiere di metallo anche di elevati spessori.
E, per la datazione dei reperti antichi, è impossibile non citare il radiocarbonio, che è uno dei pochi radioisotopi naturali.
Di facile identificazione è l'utilizzo del laser nel campo estetico nelle lampade abbronzanti, e permette a livello sottocutaneo un eccesso di melanina, che cambia l'aspetto fenotipico della persona che si è sottoposta al trattamento, altro esempio evidente è la depilazione laser; un raggio di luce laser scalda selettivamente il pelo, bruciandolo e danneggiando il follicolo pilifero.

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