gaiabox di gaiabox
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Nonostante ciò, al di fuori dei laboratori dei fisici, al momento attuale l'anti. materia è estremamente rara nell'universo con il quale l'uomo è riuscito direttamente o indirettamente a interagire. È solo presente, come abbiamo detto, nei raggi cosmici secondari e nei prodotti di decadimento radioattivo. Tutto il resto è costituito da protoni, neutroni ed elettroni, e mai delle loro antiparticelle.
Ammessa dunque la prevalenza della materia nello spazio intorno alla Terra è possibile estendere questa asimmetria a tutto l'universo?

Se in una remota parte del cosmo vi fosse qualche ammasso di antimateria nelle zone di confine le antiparticelle si annichilerebbero continuamente con le particelle e a noi dovrebbero giungere in gran numero i fotoni ad alta energia generati in tali processi. In effetti esistono sorgenti astronomiche che inviano sulla la Terra raggi y, ma la radiazione non presenta caratteristiche tali da lasciar sospettare qualche incontro catastrofico fra antimateria e materia. L'ipotesi che nell'universo esistano concentrazioni di antimateria contigue a quelle di materia è ritenuta, quindi, poco verosimile. Il mancato equilibrio fra particelle e antiparticelle è sempre esistito oppure si è prodotto nel corso del tempo? Il mondo ha avuto inizio con uguali quantità di materia e di antimateria che per qualche motivo si sono astronomicamente separate e non sono più venute in contatto fra loro?

La risposta a questi interrogativi è molto problematica, soprattutto perché i messaggi captati dall'uomo sono principalmente costituiti da radiazione elettromagnetica: poiché il fotone è l'antiparticella di se stesso, non è possibile discriminare, fra i fotoni che ci giungono, quelli emessi dalla materia da quelli eventualmente provenienti dall'antimateria.

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