Home Invia e guadagna
Registrati
 

Password dimenticata?

Registrati ora.

Legame ionico e covalente

Appunti di chimica per le superiori sul legame ionico, reticoli cristallini e legame covalente puro, polare e covalente dativo.

E io lo dico a Skuola.net
Legame ionico e covalente

Gli elementi presenti in natura sono 89, e tutti i corpi dell'universo esistono grazie alla combinazione di questi 89 elementi che si legano tra loro in maniera diversa.

Ma non tutte le combinazioni sono possibili: possono legarsi solo gli elementi la cui energia potenziale scaturita dall'aggregazione sia minore dell'energia potenziale dei due atomi presi separatamente.
Dunque, un legame si forma solo se l'aggregato che ne risulta libera energia. Per rompere i legami della molecola ottenuta occorre semplicemente somministrare la stessa quantità di energia che si libera durante l'aggregazione.

I gas nobili hanno 8 elettroni esterni (tranne l'elio che ne ha 2), quindi completano il loro livello energetico più esterno, raggiungendo così una configurazione elettronica molto stabile, che conferisce a questi gas una scarsa o addirittura nulla reattività.
Tutti gli altri elementi della tavola periodica vorrebbero raggiungere una configurazione altrettanto stabile. Il chimico tedesco Abegg propose la teoria secondo cui gli atomi possano acquistare o perdere elettroni per raggiungere la configurazione del gas nobile che li precede o che li segue. Dal trasferimento di elettroni da un atomo all'altro si liberano ioni di carica opposta che si attraggono tra loro dando vita a legami ionici.
Il legame ionico si ottiene quando la differenza di elettronegatività tra gli atomi è molto alta, in genere superiore a 1,9.

In generale possiamo dire che:

i metalli appartenenti ai gruppi I, II e III tendono a perdere elettroni e a diventare ioni positivi, raggiungendo la struttura del gas nobile più vicino;
i non metalli dei gruppi V, VI e VII tendono ad acquistare elettroni e a trasformarsi in ioni negativi con la configurazione del gas nobile più vicino;
quando essi si incontrano, si scambiano gli elettroni, diventando ioni e fra di essi si stabilisce una forza di attrazione che altro non è che il legame ionico.
Studiando un cristallo di cloruro di sodio si scopre che gli ioni Na+ e Cl- sono disposti secondo uno schema ben preciso (impacchettamento).

Tutti i composti ionici presentano un reticolo cristallini, ma la modalità con cui si dispongono gli ioni cambia.
La formula del composto ionico non indica una molecola, ma soltanto il rapporto di combinazione tra gli ioni positivi e quelli negativi.

Lewis sostenne che gli atomi possono legarsi non solo tramite questo trasferimento di elettroni, ma anche attraverso la condivisione di una coppia di elettroni di valenza (legame covalente). Il legame covalente è responsabile della formazione delle molecole; inoltre non c'è il reticolo cristallino, ma ogni molecola è indipendente.

Se viene condivisa
una sola coppia di elettroni, il legame sarà semplice;
2 coppie di elettroni: legame doppio;
3 coppie di elettroni: legame triplo.

Un particolare tipo di legame covalente è il legame covalente dativo, che si forma quando la coppia di elettroni comuni è fornita da uno solo degli atomi partecipanti al legame. L'esempio più comune è l'ammonio (NH4+). N (che ha un doppietto elettronico) si lega con un legame covalente polare a 3 atomi di H, e mette in comune il doppietto per legarsi allo ione H+, comportandosi da “donatore”.

Il legame covalente può essere anche puro o polare.
È puro (o omopolare) quando gli atomi che si legano sono uguali, e quindo hanno anche uguale elettronegatività, dunque gli elettroni sono condivisi in maniera equa.
È polare (o eteropolare) quandogli atomi e l'elettronegatività sono differenti, quindi l'elettrone passerà più tempo sull'atomo più elettronegativo.
Registrati via email