L’EVAPORAZIONE
Tutti sappiamo che un pavimento appena lavato o una strada bagnata da pioggia, dopo un pò di tempo si asciugano. L’acqua non è scomparsa, ma si è trasformata in vapore, che si è diffuso nell’aria. Tutto ciò è avvenuto senza che si siano osservati “fumi” o viste “bolle” e, ovviamente,senza che si raggiunta la temperatura di 100°. Non siamo cioè in presenza del fenomeno dell’ebollizione. In questo caso, siamo difronte ad un passaggio di stato da liquido a gassoso che si realizza in modo lento e poco appariscente ed è chiamato evaporazione. L’evaporazione non si verifica ad una temperatura fiss: il pavimento si può asciugare a 18° come a 20° o a 27°; cambia soltanto la velocità con cui si realizza l’evaporazione , che è tanto più rapida quanto più alta è la temperatura.

Altri fattori influenzano la velocità di evaporazione. Ad esempio, i panni lasciati ben stesi asciugano più velocemente che ripiegati o addirittura appallottolati.
Ciò che cambia in questo caso è la superficie esposta all’aria. Se il panno è ben steso espone all’aria una maggiore superficie di quando è appallottolato; l’acqua che lo impregna si libera, quindi, più facilmente passando allo stato di vapore.
Determinante per la velocità di evaporazione è anche una buona ventilazione: se apriamo le finestre, infatti, il pavimento asciuga più velocemente.
Ebollizione ed evaporazione sono,dunque, due modi diversi di passare dallo stato liquido a quello gassoso. Questo passaggio si può anche chiamare con un unico nome, vaporizzazione, senza specificare se il passaggio si realizza in modo rapido e tumultuoso come nell’ebollizione, o in modo lento e tranquillo, come nell’evaporazione.

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