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L'elettrolisi dell'acqua

Un giorno, accompagnati dalla nostra professoressa di scienze, siamo andati a compiere un esperimento sull’elettrolisi dell’acqua in laboratorio. Per fare quest’esperimento abbiamo utilizzato:
-un becker pieno d’acqua
-una pila
-due cavetti
-due mine di matita
-due provette
-qualche goccia d’acido

Prima di cominciare la professoressa ci ha spiegato che l’acqua è un composto polare, cioè tende a posizionare separatamente gli atomi che hanno la stessa carica. Subito dopo abbiamo iniziato l’esperimento. Innanzitutto la professoressa ha attaccato le due mine ai cavetti, che ha collegato alla pila. Poi ha immerso le provette nell’acqua cercando di non far formare delle bolle d’aria, e vi ha infilato le mine. Per migliorare la conduzione dell’acqua e rendere più veloce il procedimento la professoressa ha aggiunto qualche goccia d’acido. Col passare del tempo si sono formate delle bollicine di gas che dapprima si ammassavano attorno alle mine di matita e successivamente salivano verso l’alto. Dato che due particelle di carica opposta si attraggono, gli atomi di idrogeno, di carica positiva, si accumulavano attorno al polo negativo. Viceversa gli atomi di ossigeno, di carica negativa, si accumulavano attorno al polo positivo. Inoltre abbiamo notato che la quantità di idrogeno era esattamente il doppio di quella di ossigeno, perché la molecola dell’acqua è composta da due atomi di idrogeno e uno di ossigeno (H2O). Alla fine dell’esperimento la professoressa ha tirato fuori i cavetti dalle provette e li ha staccati dalla pila, e ci ha spiegato che l’ossigeno è un comburente, cioè una sostanza che permette la combustione, mentre l’idrogeno è un combustibile, ovvero una sostanza che brucia grazie ad un comburente sviluppando calore. Per dimostrarlo ha chiesto ad uno di noi di tappare il foro della provetta con l’idrogeno con un dito mentre lei accendeva un fiammifero. Successivamente lo ha avvicinato alla provetta, al suo “via!” il nostro compagno ha tolto il dito e si è sentito un piccolo scoppiettio. Dopodiché siamo tornati in classe.

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