LA BUONA SCUOLA - Più risorse anche dai privati

Investimenti privati nelle scuole e fondi che arrivano dai micro-finanziamenti. Sgravi fiscali e ottimizzazione con un occhio attento agli sprechi e all'utilizzo per il Pof

Lorena Loiacono
E io lo dico a Skuola.net

raccolta fondi per le scuole, lotta agli sprechi

Per l’incremento delle risorse dedicate al potenziamento e l’innovazione dell’offerta formativa, saranno create le condizioni per massimizzarle e non disperderle in troppi interventi "senza coerenza ed evidenza pubblica". La parola d'ordine è quindi la lotta agli sprechi.

LOTTA AGLI SPRECHI - Saranno progressivamente vincolati gli investimenti all’effettivo miglioramento dei singoli istituti e al merito di chi lavora per produrlo. Devono essere stabilizzati e non dovranno più essere dirottati su altri capitoli di spesa, ma investiti in ragione di obiettivi chiari e strategici di potenziamento di ciò che i ragazzi imparano a scuola, anche sulla base di indicazioni nazionali.

BENVENUTO AI PRIVATI - Le risorse pubbliche, spiega il governo nelle linee guida, devono servire anche per fare leva e attrarre sulla scuola molte risorse private, aumentando il legame delle scuole con le comunità locali e con il mondo del lavoro.

SCHOOL BONUS - In arrivo lo school bonus, un bonus fiscale per un portafoglio di investimenti privati (da parte di cittadini, associazioni, fondazioni, imprese) nella scuola.

SCHOOL GUARANTEE - Per premiare in maniera più marcata l’investimento nella scuola che crea occupazione giovanile. L’impresa che investe risorse su un istituto professionale, su un istituto tecnico o su un polo tecnico-professionale – ad esempio finanziando percorsi di alternanza scuola-lavoro, ricostruendo un laboratorio o garantendone l’utilizzo efficiente – potrà ricevere incentivi aggiuntivi rispetto allo School Bonus, nel momento in cui si dimostri il “successo formativo” dei processi di alternanza e didattica laboratoriale sviluppati nella scuola di riferimento.

CROWDFUNDING - la raccolta fondi dper i più deboli. Si tratta di meccanismi di microfinanziamento diffuso a favore della scuola, in particolare al sostegno di progetti didattici. Ma anche, come spiega il piano per la buona scuola, sostenere le iniziative in grado di dare speranze concrete ai contesti più difficili, quindi di maggiore impatto sociale. I docenti, i genitori, gli studenti stessi saranno protagonisti. Questo tipo di raccolta fondi sta, in parte, già avvenendo.

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