Buona Sc..onosciuta: 3 su 5 disinformati su riforma

Il 57% degli studenti non conosce la riforma della scuola di Renzi, e tra coloro che invece ne hanno seguito i lavori serpeggia lo scetticismo. Per la metà di loro, infatti, non risolverà i problemi della scuola, per circa 2 su 5 lo farà solo in parte

Carla Ardizzone
E io lo dico a Skuola.net

La Buona Scuola, studenti scettici: non risolverà nulla

Oggi si discuterà in Consiglio dei Ministri il disegno di legge sulla riforma della scuola: Skuola.net ha quindi chiesto agli studenti cosa pensano della Buona Scuola di Renzi. La maggior parte dei 7mila intervistati sostiene però di non conoscere nulla sul tema: si tratta del 57%. Un dato che riflette la partecipazione rilevata dal Miur durante le consultazioni online: ad esempio dei 130mila questionari completati sul sito La Buona Scuola, solo il 10% proviene da studenti di scuole medie e superiori.

STUDENTI DISINFORMATI, MA C'E' CHI E' PREPARATO - Se la disinformazione sembra far da padrona tra gli studenti sui temi della politica, anche scolastica, esiste un buon 20% che dichiara invece di aver seguito con interesse i lavori sulla riforma della scuola. Un altro 23%, invece, si è fermato al sentito dire. A questi ragazzi più o meno preparati sull’argomento Skuola.net ha chiesto un parere diretto: la riforma risolverà i problemi dell’istruzione?

COSA PENSATE DELLA RIFORMA? - Ebbene, la risposta è inequivocabile: sebbene un ottimista 12% si dica fiducioso nei confronti della Buona Scuola, circa il 43% crede che gli interventi saranno efficaci solo in parte e ben il 47% pensa che, addirittura, le problematiche rimarranno tali e quali anche in seguito alla riforma.

TUTTE LE INDISCREZIONI SUL DISEGNO DI LEGGE - Dalle prime indiscrezioni riportate sui maggiori quotidiani, possiamo riassumere le novità che conterrà il disegno di legge in discussione oggi al Consiglio dei Ministri.

Scatti per merito, dietro front - Si è molto parlato della novità annunciata dal governo di rendere gli scatti stipendiali degli insegnanti per il 70% basati sul merito e la valutazione. In realtà è recentissima la notizia di un passo indietro su questo punto: il governo è orientato a mantenere gli aumenti di stipendio automatici per gli insegnanti. La valutazione e il merito saranno presi in considerazione solo se si riusciranno a trovare risorse aggiuntive. Questi fondi verrebbero assegnati ai presidi da dare in premio ai prof migliori.

Arrivano i mentori - La divisione dei prof in due ruoli (mentor e staff) e la valorizzazione del merito finiranno in una delega che definirà come procedere per la valutazione. Sembra che per attuare tutto ciò servano dei fondi aggiuntivi tra i 60 e gli 80 milioni di euro.

“La Carta del prof” - La «Carta del prof» è una delle novità pensate dal governo per mantenere, almeno in parte, le intenzioni iniziali. Sarebbero previsti per il primo anno 400 euro per tutti i docenti, da spendere solo per consumi culturali (libri, teatro, concerti, mostre).

Stabilizzazione dei precari - Confermata la stabilizzazione dei precari: dal prossimo anno scolastico saranno immessi in ruolo circa 100mila insegnanti. A questi si aggiungeranno tra i 10-15mila supplenti degli elenchi di istituto, che avranno un contratto a termine e una corsia preferenziale nel prossimo concorso. Servirà un iter parlamentare veloce per realizzare il piano, ma se non ci si dovesse riuscire, le assunzioni saranno basate per quest’anno sul turn-over e il piano rimandato al 2016.

Più potere ai presidi - I presidi potranno scegliersi alcuni dei prof: si creerà un albo provinciale di docenti neo-assunti tra cui potranno scegliere per potenziare l'insegnamento della musica, educazione fisica e inglese alle primarie e arte, diritto ed economia alle medie e superiori. Oppure, per tenere le scuole aperte il pomeriggio. I presidi avranno poi la possibilità di evitare sovraffollamenti delle classi.

Paritarie e agevolazioni - Gli sgravi alle paritarie verranno probabilmente concessi agli iscritti nelle scuole dell’infanzia e della primaria. Ci sarà poi il 5 per mille destinato anche alle scuole e il cosiddetto "school bonus".

Alternanza scuola-lavoro - Le ore di tirocinio saliranno a 400 ore nell’ultimo triennio degli istituti tecnici e professionali. Nei licei saranno invece almeno 200. L’alternanza si potrà fare in azienda, ma anche negli enti pubblici.

“Curriculum dello studente” - Le scuole realizzeranno programmi più flessibili per andare incontro agli interessi e alle esigenze dei ragazzi.

Come si diventa insegnanti? - Potrebbe esserci a breve anche una revisione dell’abilitazione all’insegnamento. Il governo ha intenzione di inserire l’abilitazione all’interno della laurea magistrale. Probabilmente si recluteranno gli insegnanti tramite concorso, organizzati ogni 3 anni dal 2016.

Carla Ardizzone

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