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Il tabacco

Il tabacco (nicotina tabatum) è una pianta erbacea aromatica appartenente alla famiglia Solanacee ( patata, pomodori, ed altre piante di uso comune.) Originaria dell’America centrale, fu introdotta in Europa verso la metà del 1500 da Cristoforo Colombo e in Francia da Jean Nicot. Il tabacco può essere fumato, masticato, o fiutato. Nel fumo della sigaretta sono stati riscontrati circa 1400 prodotti volatili che possono derivare o dalle modalità di coltivazione della pianta, o dalla concia del tabacco o dalla tecnica di conservazione delle foglie o dal tipo di carta. I maggiori produttori del mondo sono gli USA, seguiti dall’India, dal Brasile e dal Giappone. Tra le numerose sostanze tossiche che si formano durante la combustione del tabacco, quelle che danneggiano maggiormente l’organismo sono l’ossido di carbonio, la nicotina, le sostanze irritanti, il catrame. L’ossido di carbonio ( gas presente in percentuale che varia dall’1 al 5 % e diminuisce con l’apporto di ossigeno alle cellule è stato calcolato che chi fuma 20 sigarette al giorno non utilizza il 5% dei globuli rossi), ostacola l’ossigenazione del sangue non solo del fumatore ma anche delle persone costrette a respirare in ambienti impregnati di fumo. La nicotina ( presente in pochi milligrammi per sigaretta), provoca un aumento dei battiti cardiaci del 20% insieme all’ossido di carbonio è la principale responsabile dei danni a carico del sistema nervoso centrale e del sistema cardio- circolatorio. Le sostanze irritanti sono le maggiori responsabili delle alterazioni degli organi del sistema respiratorio ( bronchite cronica, asma bronchiale, enfisema bronchiale). Il catrame invece è il responsabile del cancro alla laringe, alla cavità boccale, all’esofago e a quello polmonare. A causa del suo effetto dannoso sulla precisione dei gesti, sulla prontezza dei riflessi, il tabacco è causa di incidenti stradali, è un fattore di rischio negli incidenti sul lavoro. Una donna in attesa che fuma una sigaretta, danneggia il feto, accelerando il ritmo del battito cardiaco, inoltre si ha un rischio di nascita di bambini prematuri. Secondo le statistiche, il tabacco determina circa il 15% degli incendi nelle abitazioni, negli uffici, nei luoghi di ritrovo, nei luoghi aperti al pubblico. Oltre il 28% incendi nei boschi e nelle macchie.
Si può affermare che:
* 10 sigarette al giorno corrispondono a tre anni in meno di vita rispetto a chi non fuma
* 20 sigarette al giorno, corrispondono a sei anni di vita in meno
* 40 sigarette al giorno, corrispondono ad otto anni di vita in meno
Su dieci persone colpite da cancro broncopolmonare, almeno nove sono fumatori. Il rischio cancerogeno aumenta con la quantità di tabacco fumato ogni giorno ed è più alto per coloro che iniziano in età precoce. I fumatori sono spesso colpiti da bronchite cronica e la mortalità è dieci volte superiore a quella dei non fumatori. Nei fumatori aumenta il rischio dell’infarto cardiaco e, chi inizia a fumare prima dei venti anni è più esposto a un rischio doppio di mortalità. Il bambino della gestante fumatrice, pesa circa il 10% in meno e, in caso di allattamento al seno, subisce un ulteriore danno perché il latte oltre a contenere sostanze tossiche è privo di vitamina C.

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