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Questo esperimento venne ripetuto incrociando linee pure che differivano per altri caratteri come ad esempio la forma del seme ( incrociando cioè una linea pura a seme liscio con una linea pura a seme rugoso), il colore del seme (incrociando cioè una linea pura a seme giallo con una linea pura a seme verde) e così via per altre caratteristiche come per la forma della baccello ( rigonfio-solcato) , il colore della baccello (verde-giallo), la posizione dei fiori (assiale- terminale) e la lunghezza del fusto (alto-basso). In ognuno dei sette incroci, alla generazione filiale si ottenevano sempre ibridi che manifestavano un solo carattere ovvero quello dominante.
Mendel negli esperimenti successivi consentì l'autofecondazione degli individui appartenente alla prima generazione, ad esempio l'autofecondazione degli individui a fiori viola ed osservo che alla seconda generazione filiale ricompariva il carattere fiore bianco, ricompariva cioè il carattere recessivo.

Il carattere recessivo ricompariva in porzioni minori rispetto al carattere dominante, vi erano cioè più individui a fiori viola che individui a fiori bianchi.
Questo evento dimostrò la teoria dell'ereditarietà particolata in quanto nella seconda generazione filiale ricomparvero immodificati entrampi i caratteri della generazione parentale, inoltre nelle varie generazioni non vi erano fiori con colorazione intermedia.

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