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Clonazione animale

È importante dire che la clonazione non è una tecnica biotecnologica, la trattazione avviene al fine di distinguere animali clonati da animali transgenici.
Per clonazione si intende “la creazione di una popolazione di individui con identica costituzione genetica derivanti da una singola cellula mediante riproduzione asessuata”. Quanto detto è possibile per microrganismi e piante, mentre per gli animali si ottengono individui deboli, che non riescono a sostenere una vita paragonabile agli altri per durata e qualità, in quanto non si riproducono asessualmente e le cellule adulte non si rigenerano.
Si passa così al trapianto di nucleo:
-Prelievo di nuclei di cellule somatiche (2n) da individui giovani;
-inserimento in cellule uovo denucleate tramite raggi UV e gamma a bassa intensità;

-L’embriogenesi può avvenire, oppure può accadere che non vada a buon fine o non inizi proprio;
-Inserimento nell’utero di madri adottive.
Le prime prove vennero svolte negli anni ’60, e questi esperimenti fecero capire la totipotenza delle cellule, cioè la capacità di una cellula somatica di originare tutti i tessuti. Fino a quanto visto vale per gli anfibi (nell’esempio, la rana)
Per i mammiferi si poteva effettuare solo a partire da cellule embrionali (nascita di un problema etico), inoltre non dovrebbe essere considerata una vera clonazione in quanto non si parte dal patrimonio genetico derivato da un singolo organismo. Il primo mammifero a essere clonato fu la pecora Dolly. I ricercatori hanno prelevato cellule dalla ghiandola mammaria, e le hanno coltivate fino a renderle quiescenti. Poi hanno denucleato una cellula uovo proveniente da una seconda pecora, vi hanno inserito il nucleo delle cellule in coltura. Hanno poi fatto crescere la cellula nell’utero di una terza pecora, ed è nata una pecora identica alla donatrice iniziale. Tuttavia è vissuta 1/3 della vita totale, e con gravi problemi metabolici. Oggi si parla poco di clonazione.

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