ghisi di ghisi
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Il cambiamento evolutivo avviene a livello di specie (popolazione).

Darwin non ha un concetto chiaro di “specie” sebbene il titolo della sua opera fosse “The origin of Species by Means of Natural Selection, or the Preservation of Favoured Races in the Struggle of life”

Il concetto di Specie è fondamentale per lo studio dell’evoluzione poiché la specie rappresenta l’unità oggettiva, prodotto ricorrente dell’evoluzione.

Fondamentalmente nel corso degli ultimi due o tre secoli si è molto dibattuto sulla definizione di specie.

Quelle che hanno più senso sono:
- Specie Tipologica (Linneo, 1758): è la specie fondata su un tipo, definito Olotipo, cioè su un esemplare che la rappresenta e che dovrebbe essere in un museo pubblico a disposizione degli studiosi.
L’esemplare può quindi servire per i confronti sistematici e tassonomici.

Se i caratteri morfologici sono troppo diversi con l’Olotipo, si scopre una nuova specie.
I caratteri utilizzati nella sistematica linneana sono essenzialmente morfologici. Con il loro aiuto, il sistematico stabilisce quello che viene detto il “tipo”, cioè un individuo “tipico” con funzione di modella della specie.
Al “tipo” suono di volta in volta confrontati i vari individui che necessitano un’identificazione e una collocazione tassonomica.
Può indurre il sistema a conclusioni errate, in quanto esistono specie che non possono essere distinte sulla base morfologica (poiché sono specie gemelle), e che sfuggono ai criteri di analisi linneane.
Vedi anche dimorfismo sessuale e del ciclo vitale (differenze nella stessa specie in base al sesso – maschio / femmina – o in base all’età - giovane / vecchio;).
- Specie nominalistica: la specie, in quanto categoria – tipo, diventa un “nome” e, ritenuta vuota di ogni realtà fisica, si configura come una pura astrazione intellettuale.
La principale caratteristica di questa linea di pensiero consiste nella negazione dei “tipi” universali.
Per i tassonomi nominalisti esistono perciò soltanto gli individui.
Utile per la comunicazione ma vuoto di significato.
- Specie Biologica: introdotta a metà del ‘900 da Mayr il quale affermava che “la specie è costituita da gruppi di popolazioni naturali effettivamente o potenzialmente interfecondi tra loro e riproduttivamente isolati da altri gruppi”.
Mayr conosce le teorie evoluzionistiche precedenti e conosce la genetica delle popolazioni.
La definizione, ricorrendo alla popolazione ed al criterio riproduttivo, identifica nel primo fattore, la minima unità strutturale della specie e nel secondo, un utile strumento diagnostico.
Ogni specie costituisce una singola comunità di riproduzione il cui patrimonio genetico è protetto mediante opportuni meccanismi detti di isolamento riproduttivo.

Meccanismi genetici e ambientali che promuovono l’instaurarsi di una variabilità all’interno delle popolazioni.

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