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Tassonomia dei platelminti

Il phylum è suddiviso in quattro classi.

Phylum: Platelminti
Classe: Turbellaria

Che vivono per lo più liberi sui fondali di ambienti di acqua dolce o marina, di cui strisciano su pietre, sabbia o vegetazione.

Sono chiamati Turbellari per la turbolenza che creano nell’acqua muovendo le ciglia.

I Turbellari sono predatori e saprofagi, sono generalmente di colore scuro, mentre altri sono di colori brillanti; possiedono un epiderma a diretto contatto con l’esterno, alcune sono ciliate, altre provviste di microvilli; l’epidermide è separato dai tessuti di derivazione mesodermica da una membrana basale connettivale, al di sotto di essa si trovano due strati muscolari:

- Lo strato più interno (è longitudinale) (gastroderma) di origine endotermica, formato da un solo strato di cellule che limitano la cavità digerente; questa secerne enzimi che favoriscono la digestione e assorbe i prodotti finali della digestione stessa.

- Lo strato più esterno (è circolare)

La loro locomozione è favorita da una superficie ventrale fittamente ciliata e dalla forma appiattita.

Cavità digestiva: Alcuni turbellari marini sono privi della cavità digestiva, tipica, invece, degli altri membri della classe, questo celenteron a fondo cieco varia da una semplice cavità senza estroflessioni ad un sistema di canali digestivi molto ramificato, mentre altri Turbellari posseggono delle cavità diestive lobate.
Questo aspetto strutturale del tratto digerente è importante per alcuni turbellari di dimensioni maggiori, poiché compensa la mancanza di un sistema circolatorio.
L’alimento viene ingerito tramite il faringe e la sua forma varia da un semplice tubo ciliato ad un organo complesso formato dal ripiegamento di strati muscolari; la digestione è parzialmente extracellulare.

I Turbellari non hanno organi respiratori, quindi i gas respiratori (Ossigeno e anidride carbonica) sono scambiati per diffusione attraverso la parete del corpo (anche le scorie).

Il sistema protonefridiale di un turbellario si trova nel parenchima ed è composto da una rete di sottili tubuli che decorrono per l’intera lunghezza dell’animale su ciascuno lato aprendosi all’esterno attraverso piccoli pori nefridiali; nelle terminazioni dei tubuli si hanno le cosiddette cellule fiamma che sono strutture cave specializzate per l’escrezione o l’osmoregolazione, costituite da diverse cellule contenenti le ciglia il quale battito indirizza il liquido del tubulo il quale lo riversa nel nefridioporo.

Per quanto riguarda il sistema nervoso, il più primitivo è tipico degli organismi facenti parte dell’ordine Acoela costituito da un complesso nervoso subepidermico, all’estremità anteriore una statocisti che funge da meccano recettori (recettore stimolato dalla pressione) che rileva la posizione del corpo dell’animale in riferimento alla direzione della gravità.

Altri Turbellari hanno una rete nervosa più centralizzata con gangli cerebrali mentre la maggior parte il sistema nervoso consiste in una rete nervosa subepidermica, e di alcune paia di lunghi cordoni nervosi connessi da diramazioni laterali dette Commessure (punti di unione).

Molti Turbellari si riproducono asessualmente per scissione trasversa; la scissione inizia generalmente come una costrizione posteriore al faringe: i due animali che risultano da questo processo sono detti zoidi e rigenerano le parti mancanti dopo essersi separati.

I Turbellari sono ermafroditi ed i loro apparati genitali si formano dal tessuto mesodermico nel parenchima; presentano numerosi testicoli a coppie disposti su ciascun lato e sono sede della produzione degli spermatozoi; i due spermidotti si estendono fino ad una vescicola seminale (organo di immagazzinamento degli spermi) ed a un pene protrusibile alloggiato in un atrio genitale; l’apparato femminile ha uno o numerose paia di ovari, gli ovidotti si estendono dagli ovari all’atrio genitale che si apre all’esterno tramite un poro genitale.

La riserva di nutrimento (vitello) può essere direttamente incorporato nell’oocita durante l’oogenesi, oppure possono essere prodotte cellule vitelline attorno allo zigote al momento del suo passaggio, lungo il tratto riproduttivo femminile, oltre i vitellari (ghiandole del vitello).

Le uova vengono deposte con o senza una massa gelatinosa un involucro detto capsula ovigera racchiude numerose uova di turbellario, le capsule ovigere aderiscono al substrato tramite un peduncolo e contengono ciascuno diversi embrioni. Alcuni possiedono uno stadio libero e natante, detto larva di Müller che ha lobi ciliati utili all’alimentazione e alla locomozione.


Phylum: Platelminti
Classe: Monogenea


Così chiamati per avere una sola generazione nel loro ciclo vitale ossia l’adulto che si sviluppa da un uovo.
Sono per lo più parassiti esterni (ectoparassiti) di pesci d’acqua dolce e marini che attaccano a livello dei filamenti branchiali, nutrendosi di cellule epiteliali, muco o sangue.

Possiedono un grande organo adesivo situato posteriormente detto Opistaptor che favorisce l’attacco.

Phylum: Platelminti
Classe: Trematoda


I Trematoda, collettivamente indicati col nome di fascicole che descrive la loro forma larga e piatta.
Quasi tutte le fascicole adulte sono parassite di vertebrati, mentre gli stadi larvali si rinvengono in vertebrati o in invertebrati.

La maggior parte dei trematodi sono piatti e ovali o allungati, variando da meno di un millimetro a 6 centimetri di lunghezza corporea; essi si nutrono di cellule e frammenti cellulari dell’ospite: il loro intestino comprende una bocca e una faringe muscolare che ha azione pompante.

Posteriormente al faringe, l’intestino si divide in due diverticoli a fondo cieco, variamente ramificati, chiamati ciechi.

L’epidermide è dato da uno strato esterno detto tegumento di natura sinciziale (uno strato continuo formato da cellule fuse tra loro).


Phylum: Platelminti
Classe: Trematoda
Sottoclasse: Aspigogastroea


E’ formata da un piccolo gruppo di Trematodi, principalmente parassiti interni (endoparassiti) di molluschi e l’Ospisthaptor, organo d’attacco di forma ovale, copre l’intera faccia ventrale dell’animale ed è caratteristico di questa sottoclasse, essa è suddivisa da rilievi o setti.

La ventosa orale, tipica della bocca della maggior parte dei Trematodi, è assente.

Il ciclo vitale può coinvolgere un ospite solo oppure due, in quest’ultimo caso l’ospite definitivo è di solito un vertebrato.


Phylum: Platelminti
Classe: Trematoda
Sottoclasse: Digenea


La maggior parte dei Trematodi appartiene a quasta classe in cui sviluppano almeno due forme diverse, una adulta e una a più forme larvali.

Da adulti sono tutti endoparassiti nel sistema circolatorio, nel digerente, nei dotti degli organi digestivi o di altri organi viscerali in un’ampia varietà di vertebrati che fungono da ospiti definitivi o finali.

Gli organi adesivi sono due grandi ventose: quella anteriore (ventosa orale) che circonda la bocca, mentre l’altra è situata ventralmente e posteriormente alla ventosa orale (è detta acetabolo) e si trova nella parte centrale del corpo.

Le uova dei Trematodi Digenei sono ovali e mostrano un’incisione a forma di coperchio detta Opercolo il quale si apre quando l’uovo raggiunge un ambiente di acqua dolce, facendo fuoriuscire una larva ciliata natante, il Miracidio, il quale nuota verso un ospite intermedio adatto dal quale è attratto da stimoli chimici, in seguito perde le ciglia penetrando nel mollusco e si sviluppa in una Sporocisti che sono sacciformi e contengono cellule embrionali che si sviluppano in Sporocisti figlie oppure in Redie; a questo punto del ciclo vitale si ha una prima riproduzione asessuale.

Da un Miracidio si possono formare centinaia di Sporocisti figlie per riproduzione asessuale e a loro volta centinaia di redie. Le cellule embrionali presente in ogni Sporocisti figlia o in ogni Redia producono centinaia di stadi larvali successivi, le Cercarie, che hanno un sistema digerente, due ventose e una coda, essa abbandonando la chiocciola nuota fino ad incontrare un secondo ospite intermedio oppure l’ospite definitivo, che può essere un vertebrato, un invertebrato o una pianta. La Cercarla penetra nell’ospite e si incista come Metacercaria.

Alcuni Trematodi importanti parassiti dell’uomo

Clonorchis Sinensis è un parassito umano comune in Asia.
L’adulto vive nei dotti biliari del fegato, dove si nutre di tessuto epiteliale e sangue e attivano sino all’intestino per poi essere eliminate tramite le feci.
I miracidi si liberano quando un mollusco gasteropode ingerisce le uova; dopo gli stadi di sporocisti e di Redia, le Cercarie raggiungono l’acqua.
Se una cercaria giunge a contatto di un pesce penetra attraverso il suo epiderma perde la cosa e si incista.
La metacercaria si sviluppa in adulto nell’ospite.

Fascicola Hepatica è chiamata la fascicola epatica della pecora, perché è comune nelle aree di pastorizia e utilizza la pecora o l’uomo come ospite definitivo.
Gli adulti vivono nei dotti biliari del fegato, le uova passano attraverso il dotto biliare comune all’intestino dal quale vengono eliminate.
Le uova depositate nell’acqua schiudono e i miracidi devono individuare la specie di mollusco che funge da ospite intermedio, dove si sviluppano in sporocisti che a loro volta si sviluppano in Redie e poi in Cercarie che emergono dal mollusco e si incistano sulla vegetazione acquatica.
Pecore o altri animali possono infestarsi quando brucano la vegetazione acquatica.
L’uomo può infestarsi mangiando una pianta acquatica chiamata Crescione sulla quale si trovano le metacercarie incestate.

Gli Schistosomi ( = Corpo tagliato) sono trematodi del sangue. Gli adulti, a sessi separati, vivono nel sistema circolatorio dell’uomo.
Il maschio è più corto e spesso della femmina e i lati del suo corpo si curvano ventralmente formando un canale lungo la superficie ventrale.
La femmina è lunga e sottile e si trova nel canale del maschio.
La copulazione è continua e la femmina produce meccanicamente la sua progressione attraverso i tessuti dell’ospite fino a che non viene eliminato con le feci o con le urine.
Le uova non hanno opercolo, ed il miracidio si libera attraverso una fessura che si trova nell’uovo quando questo raggiunge l’acqua dolce.
Il miracidio ricerca per via chemiotattica un mollusco gasteropode, penetra in esso e si sviluppa in una sporocisti, poi in sporocisti figlie ed infine in cercarie con la coda biforcata. Non esiste la generazione di redia.
Le cercarie lasciano il mollusco e penetrano attraverso la pelle dell’uomo.
La penetrazione è favorita da enzimi litici prodotti dalle ghiandole anteriori.
Una volta nell’uomo le cercarie perdono la coda e si sviluppano in adulti nelle vene intestinali o vescicali tralasciando la fase di metacercaria.


Phylum: Platelminti
Classe: Cestoidea


Chiamate comunemente tenie o cestoidi.
Abitano generalmente nel sistema digerente dei vertebrati.
Da adulti mancano di pigmenti e hanno, dunque un colore biancastro con striature gialle o grigie.
Le tenie adulte misurano da 1mm a 25m di lunghezza.
Sono caratterizzate dall’assenza della bocca e del sistema digerente in tutti gli stadi del ciclo vitale (assorbono i nutrienti direttamente attraverso la parte del corpo).
La maggioranza delle tenie adulte sono formate da una lunga serie di unità ripetitive dette proglottidi.
Ogni proglottide contiene uno o due set completi di apparati riproduttori.
Le tenie adulte vivono in una ambiente molto stabile e il tratto digerente è soggetto a scarse variazioni ambientali che richiederebbero la realizzazione di una notevole complessità anatomica e fisiologica.
La fisiologia dell’ospite della tenia mantiene l’omeostasi del verme stesso (costanza interna).


Phylum: Platelminti
Classe: Cestoidea
Sottoclasse: Cestodaria

Animali endoparassiti nell’intestino e nel celoma di pesci primitivi.
Compone di 15 specie.
Possiedono alcune caratteristiche dei Trematodi Digenei nel contenere un solo set di apparati riproduttori, nell’avere talvolta ventose, e nel mostrare un corpo non diviso in proglottidi.
Assenza di un sistema digerente.
Presenza di stadi larvali simili ad alcuni cestodi.
Presenza di cellule muscolari parenchimatiche.


Phylum: Platelminti
Classe: Cestoidea
Sottoclasse: Eucestoda


Comprendono la maggior parte dei cestodi.
Il corpo è suddiviso a tre regioni.
Ad una estremità si trova la struttura di attacco chiamata Solice, che porta ventose circolari o fogliacee e, talvolta, un rostello di uncini; mediante esso si attacca saldamente alla parete intestinale del suo ospite definitivo vertebrato.
Manca una bocca.
Posteriormente si assottiglia formando un collo.
Costrizioni trasversali danno origine alla terza regione del corpo, la strobilia (serie di proglottidi disposte linearmente, che funzionano soprattutto come unità riproduttive). Come la tenia si accresce nuove proglottidi vengono aggiunte nella regione del corpo, e le proglottidi più vecchie sono gradualmente spinte in direzione posteriore. Via, via che si spostano le proglottidi maturano ed iniziano a produrre uova.
La parete del corpo di una tenia presenta esternamente un tegumento strutturale simile a quello dei trematodi. Esso gioca un ruolo fondamentale nell’assorbimento dei nutrienti, dal momento che le tenie non possiedono sistema digerente, oltre che ad alcuni enzimi dell’ospite per favorire la digestione.
Le tenie sono ermafrodite e producono un enorme numero di uova.
Ogni proglottide contiene uno o due set completi di organi maschili e femminili.
Numerosi testicoli sono distribuiti in tutta la proglottide e producono spermatozoi che attraverso uno spermidotto arrivano ad un organo copulatore chiamato cirro, il quale si apre in un poro genitale che è comune all’apparato femminile.
L’apparato maschile matura prima di quello femminile. L’ootipo è una regione dilatata dell’ovidotto che forma capsule intorno alle uova e che è circondato dalla ghiandola Mehlis, la quale concorre alla formazione delle capsule.
Le uova vengono liberate quando le proglottidi gravide si staccano dall’estremità posteriore del verme ed escono dall’ospite con le sue feci. In alcuni cestodi l’utero si apre all’esterno, e le uova vengono liberate nell’intestino dell’ospite.
In alcuni casi le proglottidi non sono eliminate in maniera continua, e alcune tenie adulte diventano molto lunghe (es. la tenia dei bovini).

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