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L’evoluzione dell'uomo

I primati sono un raggruppamento (ordine) di mammiferi che comprende tutte le scimmie: fra queste le cosiddette scimmie antropomorfe, che sono quelle più simili all’uomo e le proscimmie più primitive.
Gli antenati dei primati erano animali arboricoli, simili alle attuali proscimmie. La necessità si saltare da un ramo all’altro ebbe importanti conseguenze sulla loro evoluzione.
Circa 7 milioni di anni fa accadde che i primati si divisero in due gruppi: quelli che vivevano nelle zone umide conservarono le loro abitudini arboricole; quelli che, invece, abitavano nella savana dovettero abbandonare gli alberi e abituarsi a cercare il cibo al suolo. Dal primo gruppo di primati discesero le scimmie antropomorfe; dal secondo, gli ominidi, cioè gli antenati dell’uomo moderno.
Vivendo nella prateria, gli ominidi acquistarono gradualmente l’andatura bipede. I fossili ci hanno permesso di individuare le varie specie di ominidi che si succedettero:

• L’australopiteco, vissuto 4 milioni di anni fa, che aveva certamente conquistato l’andatura bipede.
• L’Homo habilis, vissuto 2.3 milioni di anni fa, che era capace di costruire utensili di pietra e, probabilmente, sapeva parlare;
• L’Homo erectus, vissuto intorno a 1 milione di anni fa, che conosceva il fuoco, come hanno rivelato i numerosi resti, che sono stati ritrovati.
L’Homo habilis è l’Homo erectus vengono considerati specie appartenenti al genere Homo, che comprende anche l’Homo sapiens, cioè la specie umana attuale.
L’Homo sapiens ha cominciato ad evolversi dall’Homo erectus circa 200mila anni fa. Con la sua comparsa entriamo nella preistoria, la prima fase della civiltà vera e propria, che è documentata da manufatti sempre più numerosi. Sappiamo così che fra 100000 e 30000 anni fa, il nostro continente era abitato dall’uomo di Neandertal.
Circa 40000 anni fa, poi, in Europa penetrò l’uomo moderno, dal quale noi discendiamo direttamente.
Da circa 30000 anni l’evoluzione biologica dell’uomo è ferma o, forse, è così lenta che noi non ce ne accorgiamo. Si parla di evoluzione culturale per descrivere gli enormi progressi compiuti dall’umanità nel corso degli ultimi millenni.
Questo processo è stato reso possibile dal fatto che l’uomo ha inventato un linguaggio, e poi una scrittura, che gli hanno permesso di trasmettere da una generazione all’altra un’eredità culturale sempre più ricca.

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