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Noi umani abbiamo osservato le attività degli animali fin da quando siamo comparsi sulla Terra. Poiché i nostri primi antenati erano cacciatori, conoscere il comportamento degli animali era essenziale per la sopravvivenza stessa. Tuttavia, ci interessa il modo di comportarsi delle altre specie che popolano il pianeta.
Il comportamento animale è in genere definito come l’attività, osservabile dall’esterno, che prende origine da uno stimolo. I comportamenti animali comprendono però anche attività non osservabili in modo diretto, per esempio la comunicazione chimica tra gli individui e i processi neuronali di apprendimento. La scienza del comportamento o etologia, ha avuto inizio solo a metà del XX secolo, con i lavori di Karl von Frisch, Konrad Lorenz e Niko Tinbergen. Questi tre etologi condivisero un Premio Nobel nel 1973, proprio per le loro scoperte sul comportamento animale. Agli inizi del Novecento, lo zoologo austriaco Karl von Frisch, un pioniere nell’utilizzo del metodo sperimentale nello studio del comportamento, esaminò attentamente il comportamento delle api.

Il naturalista bavarese Konrad Lorenz, spesso considerato il fondatore dell’etologia, mise in rilievo l’importanza dello studio e del confronto dei comportamento di vari animali. Negli esperimenti iniziati negli anni Trenta del secolo scorso, Lorenz dimostrò che lo stesso stimolo può suscitare forme di comportamento molto diverse in animali differenti, come diverse specie di uccelli, di pesci e di invertebrati. Il biologo olandese Niko Tinbergen lavorò a stretto contatto con Lorenz, conducendo soprattutto studi sperimentali sul comportamento innato e geneticamente programmato, e sulle forme più semplici di apprendimento. Uno dei contributi maggiori di Tinbergen è stato pubblicato nel 1963. In questo lavoro egli sostenne che per comprendere appieno qualsiasi comportamento vanno presi in considerazione sia i meccanismi che ne sono alla base sia il suo significato evolutivo, cioè il modo in cui tale comportamento contribuisce alla sopravvivenza e alla riproduzione. Questo modo di affrontare la ricerca costituisce il principio fondante dell’ecologia del comportamento, il campo che studia i comportamenti in un contesto evolutivo.
Nelle loro ricerche gli ecologi del comportamento cercano di capire le cause immediate e le cause remote che innescano le attività. Una causa immediata spiega il comportamento in termini di interazioni contingenti con l’ambiente; sono cause immediate gli stimoli ambientali che innescano un comportamento specifico e i meccanismi genetici, fisiologici e anatomici che lo permettono. Le cause evolutive del comportamento, invece, vengono chiamate dai biologi cause remote.

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