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Charles Darwin

Charles Darwin, figlio di un medico, dapprima intraprese ad Edimburgo gli studi di medicina per i quali non mostrò scarso interesse. Indirizzato alla carriera ecclesiastica, alla fine, incoraggiato dal botannico Henslow, si dedico alla scienze naturali collezionando piante, insetti e minerali. Nel 1831 si imbarcò come naturalista sul brigantino Beagle che aveva la missione di eseguire i rilievi geografici nell'America del sud.
Il viaggio durò cinque anni, in questo periodo Darwin raccolse una grande quantità di materiale e osservò fenomeni in base i quali sviluppo le sue piu importanti teorie. Tornato in patria, pubblicò un resoconto del suo viaggio.
Nel 1842 si ritirò in campagna a studiare i materiali raccolti e a cercare nuove prove e a mettere a frutto le riflessioni che gli permisero di enunciare e sostenere la sua opera piu famosa: L'origine della specie pubblicata nel 1859.

Teorie sull'evoluzione della specie
Fino alla fine del '700 si sosteneva la teoria della fissità che ipotizzava l'immutabilità nel tempo degli organismi viventi, incapaci di evolversi e modificarsi autonomamente, in perfetto accordo come sostenuto dalla Bibbia e dalla chiesa, che accettava eventuali evoluzioni solo perché volute da Dio.
Nei primi anni dell’800: J.B. Lamarck uno scienziato francese (1774-1829) introdusse il concetto di evoluzione (es. il collo della giraffa si allungò per poter arrivare alle foglie degli alberi più alti).
Charles Darwin (1809-1882): Darwin studiando gli animali preistorici si tese conto che le specie non sono state sempre le stesse, alcune sono scomparse altre si sono modificate.
Studiando i mammiferi Darwin capì che avevano tutti lo stesso modello osseo di base: ciò gli fece pensare che avessero un antenato in comune e che nel tempo si erano differenziate, le condizioni principali che determinano le modificazioni nella vita di una data specie. Queste condizioni possono essere diverse ad esempio: il clima e il tipo di vegetazione.
Darwin sostenne, quindi, che ci fu una selezione naturale determinata dalle condizioni ambientali. Con ciò, smentì la teoria di Lamarck. Solo il più forte o il più adatto riuscì a sopravvivere.( es. il collo della giraffa non si allungò ma riuscirono a sopravvivere solo quelle dal collo più lungo).Darwin sostene inoltre che l’uomo e la scimmia derivano entrambi da un antenato comune e che avevano poi seguito una diversa evoluzione.

Gli antenati dell'uomo di oggi
Gli australopitechi:

Nacquero tra 5 e 3 milioni di anni fa. Erano di corporatura molto esile, alti circa 1,20 m e pesavano circa 30 kg, il loro cervello era di circa 500 grammi. Avevano una alimentazione prevalentemente vegetale (semi, bacche, frutti…) integrata con insetti e piccoli animali. Riuscirono, però a sopravvivere grazie ad una intelligenza superiore, infatti, gli australopitechi usavano le mani per manipolare e trasformare gli oggetti.
Ma la particolarità che li distingueva dalle scimmie era quella che essi erano capaci di camminare sui soli arti posteriori e proprio per la loro posizione eretta sono considerati come un passaggio fondamentale dell’evoluzione
Homo abilis
Nacquero circa 2,5 milioni di anni fa, la loro altezza e il loro peso medio era di circa 1,30 m e di 30-40 Kg ed il loro cervello pesava circa 700 g.
Era onnivoro ma la carne era assai gradita e per cacciarla utilizzava armi in pietra e osso create da lui stesso. Per riuscire a sopravvivere e a cercare il cibo, aveva bisogno di organizzarsi e per fare ciò doveva riuscire in qualche modo a comunicare. Non aveva una vera e propria lingua ma un misto di gesti e versi.
Questo linguaggio, unitamente ai rapporti sociali, al consumo di carne e allo sviluppo della tecnologia diede origine ad una nuova evoluzione.
Homo erectus
Nacque circa 2 milioni di anni fa, poteva raggiungere l' altezza di 2 metri
poteva pesare più di 70 Kg e il peso cerebrale variava tra 1000 g e 1200 g
Fu un abile cacciatore, le armi molto efficaci, unitamente alle tecniche di caccia, gli consentirono di abbattere prede anche molto più grandi di lui, quindi aveva a disposizione molto più cibo.
Queste migliori condizioni di vita, tuttavia, crearono dei problemi, fecero si che la durata della vita aumentò e il numero delle nascite cresceva richiedendo una maggiore disponibilità di cibo.
Questo fabbisogno spinse l’Homo Erectus e seguire le grandi mandrie di animali durante i loro spostamenti verso zone più ricche di acqua e pascoli, in questo modo oltrepassarono i confini della Rift Valley e raggiunsero nuovi territori mai abitati prima da un ominide.
Questa migrazione iniziò circa 1,5 milioni di anni fa e avanzò verso nord fino a raggiungere il mar Mediterraneo. Alcuni colonizzarono il nord Africa, altri passando per il Medio Oriente raggiunsero prima l’Estremo Oriente e successivamente l’Europa.
Durante questi spostamenti l’Homo Erectus dimostrò una grande capacità di adattamento.
Possiamo attribuire all’Homo Erectus anche la scoperta del fuoco.
Homo sapiens (Neanthertalis)
Comparve circa 300 mila anni fa.(sapiente, cioè sa fare alcune cose), il più antico esemplare è l’uomo di Neanderthal (vissuto 200 mila anni fa). Era di corporatura robusta e aveva un cervello di dimensioni simili al nostro.
Era molto abile nel lavorare la pietra, le ossa e il corno tanto da progettare oggetti che venivano poi fabbricati. Era padrone delle tecniche per accendere il fuoco (sfregando due legni o battendo due pietre vicino ad un mucchietto di foglie) e la carne era il suo cibo principale. Attraverso l’analisi del suo cranio gli scienziati hanno potuto stabilire che l’homo sapiens era in possesso di un cervello e di organi vocali in grado di produrre un linguaggio più complesso rispetto all’homo erectus, coltivava anche un qualche tipo di credenza religiosa basata sull’idea di una vita dopo la morte. Ciò è testimoniato dalla scoperta dei dolmen (tombe formate da lastre di pietre messe in posizione verticale e orizzontale) e dall’abitudine di seppellire i defunti in luoghi appartati con un corredo funebre fatto di piccoli oggetti.
Homo sapiens sapiens
Comparso circa 150 mila anni fa, è il nostro più diretto antenato.
Era molto simile a noi sia nell’aspetto fisico che nell’intelligenza, colonizzò l’intero pianeta adattandosi al meglio alle condizioni di vita che trovava nei luoghi in cui andava a stanziarsi (erano nomadi). Si vestiva con le pelli degli animali, aveva una grande manualità che gli permise di migliorare le tecniche di lavorazione della pietra e di costruire nuove armi come l’arco, la fiocina e la lancia.
Era onnivoro ma il suo cibo principale restava sempre la carne.

Darwinismo sociale

Viene utilizzata la teoria dell'evoluzione per giustificare il colonialismo. Come la lotta per la vita, in un ambiente privo di risorse abbondanti, premia gli individui e le specie migliori, perché più adatte alla sopravvivenza, così nella lotta tra gli Stati, i più evoluti, sono destinati a sopravvivere e a trasmettere ai posteri la loro civiltà. Quindi è naturale che gli Stati più forti sfruttino gli Stati più deboli. Viene quindi spostata la teoria in ambito sociale, cosa che Darwin non voleva.

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