Mito 120308 punti

Animali semplici e animali complessi

Osservando i resti fossili i biologi hanno constatato che sin dalle origini della loro comparsa, oltre 600 milioni di anni fa, i primi rappresentanti del regno animale presentavano un’organizzazione corporea molto semplice, che mancava cioè di cellule e di tessuti di tipo diverso. Il corpo era un “sacchetto” a doppia parete che circondava un’unica apertura, proprio come quello che ancora oggi vediamo nei più semplici invertebrati, cioè poriferi e celenterati. Solo in un secondo tempo, nel corso dell’evoluzione, comparvero gli antenati dei vermi. I più perfezionati e complessi di questi hanno dato origine agli anellidi primitivi. In questo gruppo di animali comparve allora per la prima volta una cavità corporea “interna” all’organismo, completamente delimitata da pareti proprie e interposta tra due strati di muscolatura: il cosiddetto celoma. Gli animali acelomati, cioè quelli senza celoma, hanno un’unica cavità corporea: il canale digerente. Lo spazio tra il canale e la parete esterna del corpo (fatta di epidermide e di strati muscolari) è internamente occupato da un tessuto di riempimento, detto mesenchima. In un animale con il celoma (celomato), invece, durante lo sviluppo dell’embrione si forma una cavità all’interno dello strato intermedio di cellule dell’embrione, dal quale deriverà la muscolatura. Come risultato si ha la separazione della muscolatura in due strati: uno che circonda l’intestino, l’altro che aderisce alla parete esterna del corpo. I due strati sono separati da uno spazio isolato dall’ambiente esterno: il celoma, appunto. L’invenzione del celoma ha permesso di perfezionare gli apparati destinati alle funzioni di digestione, respirazione, circolazione, escrezione, che compaiono, in tutta la loro efficacia, nei gruppi di invertebrati più complessi, detti “superiori”: gli artropodi, i molluschi, gli echinodermi. La cavità del celoma infatti è completamente rivestita da una membrana. Essa, ripiegandosi, lascia spazio ai vari organi interni, così che ciascuno di essi può variare di volume e di pressione senza interferire con l’attività di organi vicini. La formazione di tale cavità ha perciò un’importante conseguenza: il canale digerente acquista una propria parete muscolare; e questo è un notevole vantaggio: l’avanzamento del cibo, da un estremo all’altro del canale, e la sua digestione possono avvenire in modo più rapido ed efficiente.
Tutto ciò è importante per il buon funzionamento non solo dell’apparato digerente, ma anche dell’apparato circolatorio e di quello escretore.
A sua volta, la disponibilità di un buon apparato circolatorio permette di costruire organi specializzati per gli scambi gassosi, e affidare ai fluidi circolanti il compito di trasportare l’ossigeno catturato da quegli organi a tutte le cellule del corpo.

Registrati via email