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La profondità della luce dipende principalmente dalla torbidità dell'acqua, ossia dalla quantità di particelle presenti in sospensione, ma anche dall'inclinazione dei raggi solari. La luce quindi raggiunge profondità massima quando l'acqua è limpida e i raggi sono perpendicolari alla superficie terrestre, come ad esempio nell'alto mare delle zone tropicali. Raggiunge invece la minima profondità quando ci sono molte particelle in sospensione, come nelle acque fluviali e_delle foci (limacciose e movimentate), o come nel mare Adriatico per la presenza di una grande quantità di alghe. Anche nelle zone polari la luce raggiunge la minima profondità poiché il Sole è quasi all'orizzonte e l'incidenza del suol raggi e molto obliqua.
Anche a concentrazione di ossigeno è un fattore limitante nell'acqua. Dato che gli animali che vivono nell'ambiente acquatico hanno bisogno di respirare, devono fare affidamento solo su questa quota, che varia da 1/25 a 1/4 rispetto a quella presente nell'atmosfera.

La quantità di ossigeno disciolto in acqua marina è variabile e scende con l'aumentare della temperatura: a 0.C è circa lo 0,8%; a 5.C lo 0,71%; a 20.C lo 0,53%; a 30.C lo 0,45%.
La quantità maggiore di ossigeno si trova presso la superficie, dove si raggiunge l'equilibrio fra ossigeno disciolto e ossigeno atmosferico che è in quantità molto più grandi 20%.

Il contenuto di ossigeno nelle acque marine è perciò di circa 4,5 mg/l nelle acque tropicali, mentre nelle polari di 8 mg/l circa. Ciò spiega perché le acque più fredde possono ospitare una maggiore quantità di esseri viventi rispetto a quelle più calde.
Altri due fattori che possono determinare la presenza degli organismi nell'ambiente acquatico sono: la temperatura e la pressione.
La prima diminuisce con l'aumentare della profondità ma allo stesso tempo è accompagnata da un aumento della concentrazione di ossigeno e di sostanze minerali, che fa sì che i mari freddi vicino ai Poli siano i più ricchi di pesci. La pressione aumenta con la profondità di circa una atmosfera ogni 10 metri di profondità. Un'elevata pressione schiaccia il corpo degli animali: questo è il motivo per cui, per vivere a profondità elevate, sono necessari adattamenti particolari: un corpo molle come quello del calamaro gigante, polmoni collassabili come nei capodogli.

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