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L’Ambiente Marino: il Pelago e il Benthos

Questo appunto introduce le principali suddivisioni in cui è schematicamente ripartito l'ambiente marino e gli organismi che si trovano in esso.

Il profilo del fondale marino, dalla costa verso il largo può essere diviso in quattro zone fondamentali:

- la piattaforma continentale è costituita dalla spiaggia sommersa, un'area pianeggiante che degrada debolmente verso il mare aperto, e con pendenza ridotta (scende di circa 1 metro ogni 540 m). La piattaforma normalmente termina nel punto in cui il pendio aumenta fortemente la sua inclinazione, intorno a circa 150-200 m di profondità.

- la scarpata continentale è costituita da un pendio che collega la piattaforma continentale alla piana batiale. È piuttosto ripida, con una inclinazione compresa tra 1° e 10°, giungendo fino a 3000-4000 metri di profondità, in corrispondenza appunto delle piane batiali.

- la piana batiale costituisce la maggior parte dei fondali oceanici, arrivando ad occupare circa l'83% dell’area sommersa dai mari e dagli oceani del nostro pianeta. Si estende fino ai 6000 m di profondità ed è caratterizzata dall’essere pressoché piatta per via dei sedimenti che vi si sono depositati nel corso dei millenni. Può però anche presentare isole vulcaniche che possono o meno emergere dalla superficie. Un esempio di isole vulcaniche emergenti sono le isole Eolie, nel Tirreno Meridionale.

- le fosse oceaniche sono le aree più profonde dell’oceano che si estendono al di sotto dei 6000 metri di profondità. La più profonda fossa oceanica è quella delle Marianne, nell’Oceano Pacifico, che raggiunge 11.034 m sotto il livello del mare.

In funzione della profondità e della temperatura la colonna d'acqua viene distinta in:

- Zona Epipelagica o Dominio Costiero: è la fascia che va dalla superficie fino alla profondità di 50 metri; è la zona più illuminata ed essendo a contatto con l’atmosfera è una zona caratterizzata dalle maggiori variazioni dai fattori chimici (gas e sostanze disciolte) e fisici (salinità, temperatura, luce).
- Zona Mesopelagica: è la fascia che va da 50 a 200 metri di profondità, viene ancora raggiunta dalla luce che va ad estinguersi pian piano verso il limite inferiore di questa zona.

- Zona Batipelagica: va da 200 a 2500 metri di profondità, la luce è ormai estinta e si entra nella zona afotica, buia.

- Zona Abissopelagica: si estende dai 2500 ai 6000 metri di profondità.

- Zona Adopelagica: oltre i 6000 m, comprende la colonna d'acqua delle fosse abissali.

Una comune classificazione degli organismi marini viene fatta in funzione che essi trascorrano la maggior parte della loro esistenza sul fondo marino (benthos), galleggiando nella colonna d'acqua (plancton) o nuotando attivamente nella colonna d’acqua (necton). A questa suddivisione corrisponde la classificazione dell'ambiente marino in:

- Dominio Pelagico: comprende le acque libere che si estendono dalla superficie alle profondità delle fosse oceaniche. A seconda della distanza dalla costa, il dominio pelagico va distinto in provincia neritica, che va dalla linea di costa fino al limite della piattaforma continentale, e in provincia oceanica, che comprende le acque profonde oltre il limite della piattaforma continentale.

- Dominio Bentonico: comprende l’ambiente di fondale abitato dall’insieme degli organismi che vivono in stretto legame con il fondo, e dipendono dal fondo marino per quanto riguarda la riproduzione e/o l’alimentazione.

Il termine plancton (dal greco plankton = vagante, errante) indica tutti gli organismi che sono trasportati dalle acque o dal vento. Sono dotati di movimento assente o limitato e comunque non sono in grado di opporsi al movimento delle correnti. Il plancton comprende organismi sia animali (zooplancton) che vegetali (fitoplancton). Questo gruppo comprende organismi viventi di diverse classi dimensionali, dalle alghe e protozoi unicellulari (0,2-200 μm dove 1 μm = 0,001 mm) alle grandi meduse che possono superare i 20 cm di corpo e qualche metro di lunghezza dei tentacoli.

Il termine necton indica tutti gli animali dotati di movimento proprio che permette loro di contrastare le correnti marine. Il necton comprende i pesci, i cefalopodi (calamari e seppie), i cetacei, le tartarughe.

Il benthos comprende tutti gli organismi sia vegetali che animali che mantengono in qualche modo rapporti con il fondo marino. Gli organismi che vivono al di sopra del substrato sono detti Epibenthos, mentre quelli che vivono infossati all’interno del substrato sono detti Endobenthos.
Distinguiamo inoltre gli organismi bentonici in sessili se sono fissati al substrato (scogli), sedentari quando sono appoggiati al substrato ma si possono spostare scivolando molto lentamente su di esso, vagili quegli organismi animali dotati di movimento e che si spostano all’interno del substrato (sabbia o fango), sul substrato (strisciando o arrampicandosi), nella colonna d’acqua subito sopra al fondo (compiendo brevi salti o nuotando).

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