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Partiamo nel descrivere gli studi del cervello nella storia sfatando un mito: gli egizi non ritenevano il cervello un organo fondamentale per l'essere umano. Sembrerà paradossale, ma secondo gli egizi il cervello era solo un organo di secondo piano, anche se essi lo asportavano per mezzo di uncini e altri attrezzi durante il trattamento di un cadavere. Questi riferimenti sono stati scoperti nel XVII secolo a.C. con il Papiro Chirurgico, scoperto da Edwin Smith, in cui compare questo termine diverse volte, allegato a studi dei sintomi, delle diagnosi e delle prognosi di due uomini che, probabilmente, presentavano una frattura composta del cranio.

Passando al mondo greco, Ippocrate e alcuni filosofi (tra cui Platone) diedero inizio alla teoria dell'encefalocentrismo, in cui dicevano che il cervello era la sede del pensiero filosofico. Tra gli altri filosofi c'era chi pensava che la sede dell'intelligenza fosse il cuore mentre il cervello era il meccanismo che raffredava il sangue (Aristotele).

Durante l'Impero Romano, fu Galeno a continuare gli studi sul cervello grazie alle innumerevoli dissezioni di cervelli di vari animali. Nel suo libro, i Procedimenti Anatomici, Galeno afferma che l'encefalo è diviso dalle meningi in cervelo anteriore o posteriore, ossia i moderni cervello e cervelletto. Con gli studi affermò anche che il primo era sede del pensiero mentre il secondo del controllo dei muscoli (in quanto era più denso) che si avvicina molto alla realtà. Inoltre, Galeno scoprì la presenza dei ventricoli riempiti dal liquido celebrospinale che lo rendeva cavo.

Questa teoria poi sarà d'ispirazione per la teoria del dualismo di Cartesio, con cui teorizzò la divisione tra la mente e il corpo.


Nel 1664, Thomas Willis scrive il suo libro più famoso, il Cerebri Anatome che rappresenta una raccolta di tutti gli studi sul cervello fatti fino a quel momento, trattando inoltre del cricolo arterioso che prende da lui il nome e usando per la prima volta la parola "neurologia".

Un altro passo nello studio del cervello lo faranno F.J. Gall e J.Spurzheim, che dimostraro la costituzione della sostanza bianca presente nel cervello e danno dei postulati sui vari centri per le funzioni del cervello. Per quanto questa teoria ha dato origine alla frenologia, diverse teorie moderne speculari screditano questa.

Nel 1823, Marie Flourens diede origine al metodo di ablazione sperimentale, questo consisteva nel lesionare una o più regioni del cervello e osservarne le conseguenze. Flourens dimostrò la teoria di Galeno dimostrano che il cervelletto sia proprietario della coordinazione dei movimenti.


Nel 1861, Pierre Broca studiò a fondo il centro motorio del linguaggio, e negli stessi anni Karl Wernicke, sempr econ il metodo dell'ablazione sperimentale, trovò l'area che controllava le sfere sensoriali. In seguito John Jackson capì che il sistema nervoso centrale era come un sistema gerarchico, il tutto studiando pazienti affetti da epilessia.

Nel 1929 Hans Berger registrò il potenziale elettrico di un cervello, dandole il nome di EEG (ElettroEncefaloGramma), usata ancora oggi per le diagnosi di malattie come le crisi epilettiche o per ricerche. Altri studi sulla parte motoria e sensitiva sono di Penfield e Rasmussen del 1957.

Infinte, nel 1994 Semir Zeki da il via allo studio delle basi encefaliche della creatività e dell'apprezzamento estetico, fondando 7 anni dopo l'Istituto di Neuroestetica a Berkeley, California.

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