La risposta immunitaria

È in grado di riconoscere un particolare invasore e di predisporre un attacco contro questo. È costituita da due fasi: 1)risposta primaria, a breve tempo, contro l’attacco di un invasore; 2)risposta secondaria, a lungo termine, che fornisce una serie di difesa contro i successivi attacchi dell’agente patogeno. La risposta immunitaria deriva da due linfociti, B e T e per far si che questa si verifichi, occorre che un antigene incontri un linfocita e questo si attivi. Nel corso del suo sviluppo, ogni linfocita sintetizza un particolare recettore che si lega ad un antigene. Il legame tra antigene e recettore fa in modo che si attivi il linfocita che inizia, così, a dividersi ripetutamente. Vengono a crearsi linfociti che hanno recettori uguali a quelli riconosciuti dall’antigene. Queste copie prendono il nome di cloni e si formano attraverso un processo detto selezione clonale. Dopo l’attivazione, alcuni linfociti diventano cellule effettrici, che partecipano alla risposta immunitaria, altri si trasformano in cellule della memoria, che hanno il compito di riconoscere l’antigene se si dovesse ripresentare. Quando l’agente patogeno viene sconfitto, le cellule della memoria restano in vita, quelle effettrici scompaiono per evitare che la risposta immunitaria diventi eccessiva e possa provocare danni.

I linfociti B sono i protagonisti della risposta umorale, caratterizzata da anticorpi, proteine globulari che fanno parte di una famiglia di molecole dette immunoglobuline. Queste si distinguono in base alla loro struttura e al momento sono presenti 5 classi: IgA, IgM, IgE, IgD e IgG. Le più diffuse sono le gammaglobuline che rappresentano l’80% degli anticorpi presenti nel sangue. Possono essere o di ronda, cioè circolano con il flusso sanguigno, si insinuano tra le pareti dell’endotelio e migrano attraverso il sistema linfatico o ammassati nei linfonodi, nella milza o in altri tessuti linfatici. Hanno una struttura molto piccola e rotonda e non si dividono mai tra loro. Sulla superficie della loro membrana sporgono le immunoglobuline che hanno una struttura tridimensionale e fungono da recettori. Quando un linfocita incontra un recettore che ha la sua stessa struttura tridimensionale, aumenta di volume e al suo interno avviene un maggiore sviluppo di proteine. Le cellule che si formano dopo l’attivazione di un linfocita posso essere le plasmacellule o le cellule della memoria. Le plasmacellule, durante la loro maturazione, si ingrandiscono e il loro nucleo diventa più piccolo. Occorrono circa cinque giorni per far si che maturino completamente e possano sintetizzare anticorpi. Le cellule della memoria, invece, producono anche loro anticorpi,ma hanno una vita più lunga. Se un agente patogeno di dovesse ripresentare, queste danno inizio a una produzione di anticorpi contro l’invasore.

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