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La pressione sanguigna

Per scorrere attraverso i vasi, dalle arterie ai capillari e da questi alle vene, il sangue deve essere mantenuto ad una data pressione. Questa è determinata non solo dall'azione pompante del cuore, ma anche dalle arterie, che sono rivestite di tessuto elastico. Ciò consente loro di rilassarsi ad ogni pulsazione e di contrarsi fra una pulsazione e l'altra, contribuendo a spingere in avanti il sangue e a mantenere costante la pressione sanguigna.
Tale meccanismo è regolato dal sistema nervoso e più precisamente dal centro vasomotore, posto alla base del cervello.
Questo ed altri fattori influenzano l'andamento della pressione sanguigna: quando la pressione è in eccesso, i recettori nervosi trasmettono un «messaggio» al centro vasomotore ed esso provvede, sempre tramite impulsi nervosi, alla regolazione del ritmo cardiaco ed al rilassamento delle arterie (vasodilatazione).

Analogamente avviene quando vi è un calo di pressione; in questo caso il meccanismo si inverte: le arterie si restringono (vasocostrizione), il cuore accelera e la pressione aumenta. La pressione sanguigna è regolata anche dall'adrenalina, prodotta da particolari ghiandole dette surrenali; un aumento di questa sostanza nel sangue provoca la vasocostrizione arteriosa, e quindi un aumento di pressione.
Alla vasodilatazione e alla vasocostrizione dei capillari arteriosi sono legati anche i meccanismi di termoregolazione dell'organismo, che permettono l'adattamento del nostro corpo alla temperatura esterna.
Infatti i vasi sanguigni superficiali contribuiscono ad abbassare la temperatura sulla superficie esterna del corpo: il sangue caldo che esce dagli organi interni si raffredda mentre scorre attraverso i capillari della pelle. Ma quando fa freddo, il centro termoregolatore (cioè il sistema automatico cerebrale che mantiene l'organismo umano alla temperatura costante di circa 37ºC) produce una vasocostrizione nei capillari della pelle, riducendo il flusso sanguigno e impedendo quindi la dissipazione del calore interno.
La pressione sanguigna raggiunge il massimo nelle grandi arterie, diminuisce gradualmente nelle arterie minori, cade di colpo nelle arterie più piccole (arteriole), è relativamente bassa nei capillari, diminuisce ulteriormente nelle vene e diventa inferiore a quella atmosferica nelle grosse vene che giungono al cuore.
Per questa ragione le vene dispongono di valvole che impediscono il riflusso del sangue, come nel caso degli arti inferiori, dove la forza di gravità tende a trattenere il sangue nelle parti basse.
In conclusione si può affermare che la differenza di pressione esistente tra il flusso sanguigno arterioso e quello venoso è in fondo la causa principale dello scorrimento del sangue, il quale si sposta dal punto di maggiore pressione a quello di pressione minore.

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