Kanakin di Kanakin
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Malattie dell'apparato locomotore


Frattura.

Si tratta della rottura causata da un trauma. Può essere completa, se viene coinvolto tutto lo spessore osseo interessato, incompleta se invece è coinvolta solo una parte. Nelle fratture complete è possibile che l'osso si rompa, dividendosi in due sole parti: la cosiddetta frattura completa semplice, oppure in più parti, la cosiddetta frattura completa multipla o anche in piccoli frammenti: frattura comminuta. La frattura può essere chiusa, qualora non vi siano contemporaneamente lesioni a carico dei tessuti adiacenti (muscoli e pelle) ed esposta, nel caso in cui l'osso lacera i tessuti muscolari e
la pelle, affiorando all'esterno.
Qualunque sia il tipo di frattura, è indispensabile l'intervento del medico specialista, l'ortopedico, per rimettere a posto le parti fratturate e ingessare per evitare ulteriori spostamenti dell'osso. A questo punto l'osso stesso ricostruirà la sua integrità grazie a particolari cellule specializzate.

Trauma cranico.

È un danno pericolosissimo, perché spesso mortale, conseguente a frattura delle ossa del cranio. Il pericolo non è per la frattura in sé, ma per la presenza nella scatola cranica dell'encefalo, le cui lesioni sono sempre gravi. La forma più tipica di trauma cranico è la commozione cerebrale che consiste nella perdita immediata di conoscenza ma che non comporta, in genere, esiti mortali. Lesioni più serie possono portare ai vari stadi di coma, il più grave dei quali, quello irreversibile è mortale. In presenza di traumi cranici di qualsiasi natura è necessario il ricovero in ospedale per almeno quarantotto ore.

Distorsione.
E' una lesione traumatica dei tessuti che formano i legamenti di un'articolazione (legamenti fibrosi, capsula articolare e membrana sinoviale). Può verificarsi un semplice stiramento dei fasci legamentosi, la rottura di essi o il distacco dal punto osseo di attacco. Di qualsiasi natura siano, le distorsioni sono pericolose, perché possono causare blocchi permanenti alle articolazioni. Le parti più colpite sono il calcagno, il polso, il ginocchio, le dita della mano e la spalla. Bisogna intervenire subito immobilizzando la parte colpita con una fasciatura più o meno rigida, secondo la gravità del caso.

Lussazione.

Si tratta spostamento permanente delle ossa di un'articolazione. Oltre ad essere di tipo traumatico, qualora avvenga per una violenta causa esterna, può essere di natura patologica, se causata da precedenti lesioni dei legamenti e congenita, se presente fin dalla nascita.

Strappi.

Consistono in lesioni totali o parziali dei muscoli o dei tendini, strappi muscolari o tendinei. Infatti, se un muscolo o un tendine viene sottoposto a una forza che ne vince l elasticità, può strapparsi e quindi compromettere gravemente il movimento.

Osteiti.

Sono infezioni da germi patogeni a carico del tessuto osseo. Molteplici sono i germi che possono aggredire l'osso, in particolar modo lo stafilococco aureo, il bacillo della tubercolosi. Lo stafilococco colpisce soprattutto nel periodo della crescita causando l'osteomielite degli adolescenti.

Artrite.

È un processo infiammatorio a carico delle articolazioni, dovuto a batteri quali pneumococchi, gonococchi, tubercolosi e scarlattinosi. È una malattia abbastanza seria che, specie in passato, portava ad alterazioni permanenti della funzionalità dello scheletro; attualmente è curabile con trattamenti chemioterapici e antibiotici. Può colpire a tutte
le età, anche i giovani.

Artrosi.

È un'alterazione cronica delle articolazioni, soprattutto delle cartilagini articolari di carattere degenerativo. Colpisce generalmente soggetti oltre i cinquanta anni d'età e prosegue in maniera lenta; infatti, rientra nel normale processo di invecchiamento dei tessuti. Viene considerata malattia vera e propria quando non è dovuta al naturale invecchiamento, ma ad altre cause quali un rapido aumento di peso o un sovraccarico di lavoro articolare (facchini, scaricatori). In questo caso può comparire in età giovanile, anche sotto i trenta anni, causando limitazioni permanenti.

Paramorfismi

Sono alterazioni funzionali i paramorfismi: scoliosi, lordasi, cifosi, piede piatto e ginocchia valghe o vare.
L'accrescimento del corpo non è continuo ma presenta periodi di rapida crescita seguiti da periodi di relativa stasi.

Durante i periodi di rapido accrescimento (adolescenza) si possono presentare squilibri muscolari che determinano, a volte, deviazioni dello scheletro. Tali deviazioni interessano la colonna vertebrale e gli arti inferiori e costituiscono i cosiddetti paramorfismi. Una deviazione della colonna vertebrale verso destra o verso sinistra determina l'atteggiamento scoliotico che, se non è curato subito, si trasforma in cifosi o lordasi.

Rachitismo.

È un'alterazione delle ossa che compare nel corso dello sviluppo, dovuta a un insufficienza di calcio nel tessuto osseo; in conseguenza di questa malattia, le ossa diventano fragili e si deformano.


Malattie dell'occhio

Congiuntivite.

È un'infezione della congiuntiva, dovuta a polvere, pollini o batteri che penetrano nell'occhio; provoca fotofobia (fastidio della luce), prurito e bruciore interno.

Glaucoma.

È una malattia dovuta a un aumento della tensione dei liquidi oculari; causa violenti dolori, diminuzione della sensibilità alla luce e alterazioni della vista.

Cataratta.

È l'opacizzazione del cristallino che può essere congenita, provocata da degenerazione senile o come conseguenza di altre malattie.

Blefarite.

È un'infezione del margine delle palpebre, da bruciare e prurito e può essere di origine infettiva o parassitarla.

Tracoma.

È un'infiammazione cronica della mucosa delle palpebre. Può portare alla cecità e si trasmette da un individuo all'altro mediante il contatto delle mani e di asciugamani usati da un ammalato.


Malattie dell'orecchio


Sordità congenita.

È una grave alterazione dovuta a mancanza o a grave alterazione dell'organo di Corti o del nervo acustico.

Appare fin dalla nascita e una persona affetta da sordità congenita è spesso sordomuta, perché non udendo alcun suono, non può apprendere a parlare. Si può acquisire la sordità prima della nascita a causa di malattie infettive o intossicazioni che colpiscono in gravidanza la futura madre. Tra le malattie contratte dalla donna incinta e pericolose per il feto, vanno ricordate la sifilide e le forme virali (parotite e morbillo), ma particolarmente pericolosa è la rosolia: soprattutto se contratta nei primi tre mesi di gravidanza, essa è responsabile di circa il 10% dei casi di sordità grave o profonda dell'infanzia.
Le intossicazioni della donna in attesa di un figlio che provocano sordità al nascituro possono essere causate da farmaci come gli antibiotici, il chinino, i barbiturici, oppure da bevande alcoliche. In età adulta la sordità può anche essere una conseguenza di malattie quali il diabete (scorretta utilizzazione degli zuccheri da parte dell'organismo) o la nefrite cronica (infezione renale).

Otite dell'orecchio medio.

Può essere la conseguenza di un raffreddore, di forti sbalzi di altitudine o di un'infiammazione (otite purulenta). In quest'ultimo caso è bene ricorrere subito a opportune cure mediche, perché esiste il rischio di una perdita dell'udito.

Otosclerosi.

È caratterizzata da una lenta e progressiva diminuzione di udito per cause non ancora individuate. È più frequente nelle donne, insorge nella pubertà e può aggravarsi con la gravidanza. Consiste nel blocco della staffa e si risolve chirurgicamente.

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