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Il dispendio energetico

L'energia prodotta dall'ossidazione degli alimenti è utilizzata dall'organismo umano in parte per compiere tutte le attività cellulari e in parte per la produzione di calore. Misurando dunque la quantità di energia liberata da un soggetto è possibile calcolare il suo dispendio energetico.
Il dispendio energetico è la quantità di energia che un individuo consuma; esso comprende l'energia rilasciata dal corpo come calore e l'energia utilizzata dall'organismo per compiere le attività vitali ed essere fisicamente attivo. Il dispendio energetico può essere misurato con metodi diretti o indiretti.

Calorimetria diretta

La calorimetria diretta si basa sulla misurazione del calore sprigionato da un soggetto introdotto in una camera isolata termicamente, all'interno della quale l'acqua circola in una serie di tubi. Il soggetto in esame svolge le sue attività nell'arco delle ventiquattro ore. Per effetto del calore sviluppato, la temperatura dell'acqua si innalza e da tale incremento si risale alla quantità di energia prodotta dall'organismo. Questo metodo però comporta diversi inconvenienti, tra cui il costo elevato e i tempi di realizzazione molto lunghi, perciò è poco utilizzato.

Calorimetria indiretta

La calorimetria indiretta permette la determinazione del consumo energetico grazie alla misurazione degli scambi gassosi, soprattutto dell'ossigeno. Infatti, l'ossigeno viene usato nella combustione degli alimenti con una conseguente liberazione di anidride carbonica e calore. Si stima che un individuo in una situazione di riposo, con un'alimentazione mista, sia in grado di produrre una quantità di calore pari a 4,82 kcal per ogni litro di ossigeno che viene consumato.
Per misurare i gas respiratori è possibile ricorrere a vari strumenti quali lo spirometro di Benedict-Roth o i più moderni e versatili spirometri portatili che sono adattabili a ogni singola necessità e attività fisica: sono molto utilizzati per esempio nella medicina dello sport.

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