Il diabete

Esistono diverse forme di diabete:
- da malnutrizione;
- gestazionale (in gravidanza): dopo la gravidanza può persistere o “scomparire”;
- insipido;
- mellito: si sente necessità di bere in continuazione per diluire gli zuccheri.
Noi abbiamo studiato in particolar modo il diabete mellito.

Il diabete mellito

Può essere:
1.Tipo I: DID o diabete insulino-dipendente (o giovanile). Abbiamo un’assoluta deficienza insulinica (causata da fattori genetici – cromosoma6- e ambientali – con innesco di un processo autoimmune contro le cellule produttrici di insulina). La glicemia resta sempre alta nel sangue per questo motivo occorre una terapia con la somministrazione di insulina nell’organismo.
2.Tipo II: NDID o diabete non insulino-dipendente (o senile). In questo caso l’insulina viene prodotta ma i recettori non la riconoscono quindi non viene utilizzata. Per questo motivo la terapia consiste, oltre che in una riduzione del peso e una regolare attività fisica, nella somministrazione di una pastiglia che “risvegli” i recettori in modo che essi riconoscano l’insulina. Questo tipo di diabete è tipico dell’età adulta ed è conseguenza di altre malattie quali obesità, ipercolesterolemia e ipertrigliceridemia.

Secondo alcune statistiche in Sardegna vi è un alto tasso di diabetici, vicino a quello della Finlandia. Sono state fatte diverse ipotesi, una di queste, anche se smentita, è stata l’autoimmunità causata dal latte vaccino.
Italia: 6-8 persone su 100.000
Sardegna: 30 persone su 100.000
Finlandia: 43 persone su 100.000
Le avvisaglie le diabete sono principalmente la polidipsia e la poliuria.

Glicemia

il valore normale è di 100 mg/L; se il valore supera i 140 mg/L il medico di base prescrive la curva glicemica o da carico che consiste nell’assunzione di 250ml di soluzione di glucosio. Vengono fatti un prelievo prima dell’assunzione, un secondo prelievo dopo un'ora, un terzo prelievo dopo un’altra ora e un quartoprelievo dopo altre due ore.

Terapia dietetica

Occorre introdurre una corretta terapia dietetica sia nel paziente DID che nel paziente NDID. La dieta per i diabetici è sostanzialmente come quella dei non diabetici. Il programma dietetico viene elaborato in base a:
1. Fabbisogno calorico del soggetto;
2. Si stabilisce in contenuto della dieta in protidi, glicidi, lipidi.

Protidi: (10-15%) bisogna evitare sia l’eccessiva restrizione proteica che diminuisce il deterioramento della filtrazione glomerulare, sia l’eccesso proteico, che aumenta il rischio di nefropatia;
Glicidi: (50-55%) i glicidi stimolano la produzione di insulina: una dieta a basso contenuto in glicidi favorisce la chetogenesi e l’iperlipidemia. La risposta glicemica varia in funzione sia della quantità, ma anche della natura del cibo, per questo è stata proposta una classificazione del cibo in base all’indice glicemico. I

Cibi a basso I.G. come pasta e riso integrali e legumi sono preferibili a quelli ad alto I.G. (pane, pasta e patate bollite). Occorre limitare i glicidi semplici per evitare rapide variazioni della glicemia e bisogna limitare al massimo l’alcool.
- Lipidi: (30%) la preferenza va a quelli di origine vegetale. Occorre limitare il consumo di uova per l’alto contenuto in colesterolo concentrato sul tuorlo. I grassi saturi non devono superare il 10% e i grassi mono e polinsaturi devono essere pari al 10%.
- Fibre: è utile l’apporto di fibra vegetale per ridurre i valori glicemici post-pasto.
- Vitamine: specialmente nell’anziano occorre integrare la dieta con vitamine B e C.
- Sale: uso limitato.
- Dolcificanti: il fruttosio va limitato perché viene convertito in glicogeno. L’aspartame è un ottimo dolcificante (anche se è cancerogeno!!!).
3. Suddivisione dei pasti:
- Localizzare i pasti in corrispondenza delle somministrazioni dei farmaci;
- Se si impiegano insuline ad azione intermedia o lenta è consigliabile fare 5-6 pasti al giorno;

- Sconsigliato il ricorso a prodotti dietetici speciali (perché si rischia di farne un abuso; . . . )
- Bevande alcoliche: possono favorire l’ipertrigliceridemia;
- Variare gli alimenti.

Bambino Diabetico: si consiglia di preparare piatti solo per lui per evitare che si senta “diverso”.

Registrati via email