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Il cuore

Nei pesci il cuore è diviso in atrio, che riceve il sangue, e in ventricolo. Esso pompa il sangue nei vasi, nei capillari delle branchie. Da qui il sangue viene ossigenato e portato ai tessuti. Tutto questo è detto circolazione sistemica.
Negli anfibi, invece, il cuore ha due atri: uno riceve il sangue ossigenato dai polmoni, l’altro deossigenato dalla circolazione sistemica. Entrambi si svuotano in un ventricolo, che riesce a mantenere i due tipi di sangue divisi. Il sangue ossigenato è portato ai tessuti ed il sangue deossigenato ai polmoni e alla pelle umida, dove avvengono scambi gassosi. Infine ritorna al cuore.
Negli uccelli e nei mammiferi, invece, il cuore è diviso in due parti: cuore destro (formato da atrio e ventricolo), che pompa ai polmoni dove si ossigena, e cuore sinistro (formato da atrio e ventricolo) dove giunge il sangue ossigenato proveniente dai polmoni e viene pompato in tutti i tessuti.

Struttura del cuore
Le pareti del cuore sono costituite da un muscolo, il muscolo cardiaco. Il sangue entra, provenendo dai tessuti, nell’atrio destro, attraverso la vena cava superiore e la vena cava inferiore. Il sangue proveniente dai polmoni entra invece nell’atrio sinistro.
Gli atri, che hanno pareti più sottili dei ventricoli, si dilatano quando entra il sangue, poi si contraggono simultaneamente spingendo il sangue nelle valvole, che si aprono nei ventricoli.
I ventricoli si contraggono e le valvole che separano gli atri e i ventricoli si chiudono per evitare il ritorno del sangue negli atri.
Il ventricolo destro spinge il sangue deossigenato nei capillari e poi nei polmoni mediante le arterie polmonari.
Il ventricolo sinistro spinge il sangue ossigenato nell’aorta e va nei tessuti.
Le valvole tra ventricolo destro e arteria polmonare e tra ventricolo sinistro e aorta si chiudo per evitare il riflusso.
Il battito cardiaco è duplice: sono le varie valvole che si chiudono (tra atrio e ventricolo e tra ventricolo e arteria). Se una è danneggiata il sangue può rifluire, producendo il soffio al cuore.
Il cuore batte circa con 70 battiti al minuto.
La gittata cardiaca (litri al minuto) è data da frequenza cardiaca (battiti al minuto) per gittata sistolica (litri per battiti).
Il cuore secerne anche ormoni, come il peptide cardiaco, i cui ricettori si trovano nei reni, nei vasi, nella ghiandole surrenali e nel cervello, e che, sebbene non si sappia con certezza, svolge un ruolo fondamentale nella regolazione del volume e della pressione del sangue.

Battito cardiaco
A differenza degli altri muscoli, che si contraggono solo se stimolati, il cuore è soggetto ad automatismo.
La contrazione del muscolo cardiaco inizia in una zona detta nodo senoatriale, nell’atrio destro, che funziona da stimolatore cardiaco (pacemaker) ed è costituita da cellule che possono spontaneamente dare inizio ai propri impulsi elettrici.
Gli impulsi si diffondono negli atri, attivando l’apparato contrattile delle cellule muscolari cardiache.
Le cellule del cuore sono connesse tra loro mediante strutture dette strie intercalari, che rendono possibile la diffusione di impulsi.
Successivamente viene stimolata una seconda area nell’atrio destro, il nodo antrioventricolare. Da questo nodo gli impulsi sono trasportati da fibre muscolari, il fascio di His, alle pareti dei ventricoli, che si contraggono.
Il fascio di His è l’unico ponte elettrico esistente fra atri e ventricoli. I suoi impulsi sono trasportati molto velocemente, mentre quelli del nodo atrio-ventricolare più lentamente. Il che comporta l’inizio del battito atriale prima di quello ventricolare. Quando tali impulsi attraversano il cuore, una corrente elettrica, generata sulla superficie del cuore, si trasmette ai liquidi del corpo e quindi alla superficie.
Tale corrente si può misurare, con l’elettriocardiogramma.
Il battito cardiaco è influenzato dalle fibre del parasimpatico, che giungono al pacemaker attraverso il nervo vago. Esso rallenta i battiti del cuore, mentre il simpatico li aumenta. La stessa cosa fa l’adrenalina, prodotta dalla midollare surrenale.

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