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L’apparato digerente e alimentazione

La digestione è un insieme di processi di tipo fisico e chimico che servono a trasformare gli alimenti in sostanze semplici e utilizzabili dall’organismo.
Le sostanze alimentari vengono sminuzzate, triturata, mescolate e trasformate chimicamente in molecole semplici, in modo da poter entrare in tutte le cellule del corpo per essere trasformate in energia o usate anche in materiali di costruzione dei vari tessuti.
Le sostanze che devono essere trasformate chimicamente durante la digestione sono:
i carboidrati , i grassi e le proteine, mentre l’acqua, le vitamine e i sali minerali vengono assorbiti cosi come sono dall’ organismo.

Alimentazione

L’uomo, per stare in buona salute necessita di alimenti in grado di fornire gli elementi necessari al ricambio cellulare e alla produzione di energia. Vi è una stretta correlazione tra lo stile di vita, il tipo di alimentazione e l’insorgere
di alcune malattie; per tale motivo, il mantenimento di buone condizioni di salute è legato a una dieta corretta. Le sostanze fondamentali di cui necessita l’organismo sono rappresentate da carboidrati, lipidi e proteine, catabolizzati durante i processi digestivi nei loro elementi costituenti (rispettivamente, monosaccaridi, acidi grassi e aminoacidi), e da vitamine, sali minerali e acqua. Inoltre, una dieta equilibrata prevede l’introduzione di fibre che svolgono un importante compito nella regolazione della funzione intestinale.

Malnutrizione e disordini alimentari (come anoressia e bulimia) possono portare alla comparsa di anomalie nutrizionali. Nei paesi meno sviluppati del Terzo Mondo sono comuni malattie che derivano dalla carenza di proteine; tipico esempio è il kwashiorkor, caratterizzato dalla formazione di edemi e dal rigonfiamento dell’addome (ascite). Carenze vitaminiche (dette genericamente avitaminosi) possono determinare l’insorgenza di diversi quadri patologici come ad esempio la comparsa di disturbi visivi per la vitamina A, l’insorgenza di rachitismo nel bambino o osteomalacia nell’adulto per la vitamina D, l’insorgenza del beri-beri (malattia del sistema nervoso caratterizzata dalla degenerazione delle guaine mieliniche) per la vitamina B1 e di scorbuto per la vitamina C. Considerazioni generali, valide per il soggetto sano, portano quindi a consigliare una dieta varia capace di fornire un rapporto calorico tale da mantenere invariato il peso forma, ricca di carboidrati complessi, verdura e frutta e di ridurre il consumo di grassi saturi e di colesterolo.
Apparato digerente

I succhi gastrici contengono sostanze come l'acido cloridrico e alcuni enzimi, tra cui la pepsina, il caglio e tracce di lipasi, che sarebbero in grado di esercitare la propria azione di degradazione anche sulle pareti dello stomaco, se queste non venissero protette dal rivestimento mucoso. La pepsina scinde le proteine in peptidi di varie dimensioni, il caglio separa il latte in una porzione solida e una liquida, e le lipasi agiscono sui grassi. Dopo la digestione gastrica le sostanze ingerite vengono gradualmente liberate nella parte superiore dell'intestino tenue, dove viene completata la digestione. La secrezione del succo gastrico è stimolata dalla masticazione, dalla deglutizione e dalla presenza di cibo nello stomaco, nonché, di riflesso, dalla semplice vista o dal pensiero del cibo. Le secrezioni gastriche, a loro volta, stimolano la produzione di sostanze digestive da parte dell'intestino tenue, mentre alcuni costituenti del succo gastrico si attivano solo quando vengono a contatto con l'ambiente alcalino del primo tratto intestinale.
La digestione viene completata nell'intestino tenue, dove la maggior parte dei prodotti alimentari viene ulteriormente idrolizzata e assorbita. Il materiale predigerito fornito dallo stomaco è esposto all'azione di tre potenti succhi digestivi: il succo pancreatico, il succo intestinale e la bile, che neutralizzano l'acido gastrico, ponendo fine alla fase gastrica della digestione.

Il succo pancreatico, che giunge nell'intestino tenue attraverso vari dotti, contiene la tripsina e la chimotropsina, due enzimi che separano le proteine complesse in composti più semplici, assorbiti e riutilizzati per la sintesi di nuove proteine corporee. La steapsina, anch'essa presente nel succo pancreatico, degrada i grassi, mentre l'amilopsina idrolizza gli amidi in maltosio, successivamente scisso in glucosio e fruttosio. La secrezione del succo pancreatico è stimolata dall'ingestione delle proteine e dei grassi.

Il succo intestinale, che viene secreto dall'intestino tenue e contiene molti enzimi, completa il processo iniziato dal succo pancreatico e il suo flusso è stimolato dalla pressione meccanica esercitata dal cibo parzialmente digerito nell'intestino.
Il ruolo della bile nella digestione è quello di favorire l'assorbimento dei grassi, riducendoli a strutture più accessibili da parte delle lipasi. Secreta dal fegato e conservata nella colecisti, la bile giunge nell'intestino in risposta alla presenza di grassi nello stomaco e nella parte superiore dell'intestino.
I prodotti della digestione vengono, quindi, trasportati attivamente o passivamente attraverso la parete intestinale per essere assimilati dall'organismo. Il sodio, il glucosio e molti amminoacidi vengono, ad esempio, trasportati attivamente e la mucosa intestinale funziona da filtro selettivo nei confronti delle diverse sostanze nutritive. Lo stomaco e il colon sono anch'essi in grado di assorbire alcuni tipi di sostanze, quali l'acqua, alcuni sali, l'alcol e vari tipi di farmaci o droghe. Nel neonato si ritiene che la barriera intestinale possa anche essere attraversata da alcune proteine intere. L'assorbimento intestinale presenta un'altra caratteristica singolare: molti nutrienti vengono assorbiti in modo più efficiente quando il corpo ne ha un bisogno maggiore. Nell'adulto, la superficie di assorbimento dell'intestino, ampiamente convoluta, è pari a circa 140 m2, distribuiti su una lunghezza di circa 3-4 m.
Le sostanze idrosolubili, comprendenti minerali, amminoacidi e carboidrati, passano nel sistema venoso che svuota l’intestino e, attraverso i vasi della circolazione portale, direttamente al fegato. A causa della loro insolubilità nelle soluzioni acquose, i grassi vengono, invece, assimilati in modo più complesso e inizialmente sono raccolti dal sistema linfatico e trasportati dalla linfa nella circolazione generale attraverso il sistema della vena cava.

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