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Anticorpi

I linfociti B provvedono alla formazione di anticorpi (o immunoglobuline).

Quando un agente patogeno penetra all’interno dell’organismo, gli anticorpi si uniscono con particolari molecole dell’invasore che il corpo riconosce come estranee: gli antigeni.
Questo stimola la produzione di anticorpi.

L’anticorpo è costituito da due catene polipeptidiche lunghe e da due catene corte, posizionate a forma di Y. Le catene sono collegate tra loro da ponti disolfuro.
Entrambi i tipi di catena sono costituiti da una zona costante e da una variabile. Le regioni variabili sono i siti di legame con quegli antigeni che hanno una struttura complementare.

Gli anticorpi agiscono contro gli invasori in tre modi differenti:
1) possono ricoprire le particelle estranee provocandone l’agglutinazione, in modo che siano poi sono ingerite da un globulo bianco fagocitarlo;

2) possono combinarsi con esse per interferire con alcune loro attività vitali, come ricoprendo la loro sacca proteica dove essa su attacca alla membrana di una cellula ospite.
3) possono legarsi ad un complemento presente nel sangue (gruppo di almeno undici proteine differenti del sangue) determinando la distruzione degli agenti patogeni, poiché il complemento crea dei fori nelle pareti delle cellule batteriche dove esse si legano all’antigene, causandone la rottura.

E’ interessante notare la grande varietà di antigeni contro i quali l’organismo è in grado di produrre anticorpi.
Inoltre gli anticorpi riescono a combattere sia contro invasori naturali che sntetici, creati in laboratorio.

Riguardo alla formazione degli anticorpi esiste la teoria della selezione clonale.
Secondo questa teoria ogni individuo possiede all’interno del suo corpo tanti linfociti, ciascuno con un proprio tipo di anticorpi, che solo certi determinati antigeni possono stimolare. Quindi solo certi tipi di linfociti B sono idonei a combattere certi tipi di agenti patogeni. Però gli anticorpi non sono fatti apposta per gli antigeni. E’ piuttosto come se l’antigene fosse il cliente di una fabbrica di vestiti. Appena trova l’abito che gli piace (anticorpo), il sarto (linfocita) ordina alla fabbrica di riprodurgliene in grande quantità.
Ora, siamo in grado di difenderci da 100 milioni di antigeni, ma una cellula umana non possiede una così vasta varietà di geni.
Un esperimento condotto sui topi ha però dimostrato che 300 sequenze di DNA codificano le parti variabili degli anticorpi, e di queste sequenze vengono selezionati alcuni particolari segmenti, separati da sequenze non codificate che prendono il nome di introni.

Una volta completato, il gene viene trascritto (privo di introni) nell’RNA ed esso viene poi tradotto nell’anticorpo finale.
In questo modo il numero di combinazioni possibili è di 18 miliardi.
Ulteriori combinazioni sono poi generate da lievi inesattezze che avvengono al momento del taglio e della ricombinazione del DNA dei geni della regione variabile, e da variazioni che avvengono dopo l’assemblaggio dei geni.

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