Modulazione di ampiezza (AM)

La modulazione di ampiezza, detta anche AM, consiste nel variare, istante per istante, l'ampiezza di un segnale, detto portante, in funzione del valore di un altro segnale, detto modulante.
Indicando con
[math]V_m = V_m \cdot \cos\omega_m_t[/math]
il segnale modulante e con
[math]V_p = V_p \cdot \cos\omega_p_t[/math]
il segnale portante, il segnale modulato porterà in conto sia l'ampiezza che la frequenza del segnale modulante.
Pertanto, il segnale portante è una sorta di rappresentazione di segnale che "maschera" in se il segnale modulante.
Si introduce un termine m, chiamato indice di modulazione, che, per questo tipo di modulazione, deve essere sempre minore di 1 (quindi in percentuale deve essere compreso tra 0% e 100%). Se accade che l'indice di modulazione è maggiore di 1, potrebbero succedere che si instaurino delle sovra-modulazioni che andrebbero a "caricare" ulteriormente il segnale portante, facendo in modo che in fase di demodulazione, il segnale modulante non sia più riconoscibile.
Un tipo di modulazione che permette di risparmiare potenza è la DSB, che è caratterizzata dalla soppressione della portante.
Questo tipo di modulazione consente di risparmiare potenza, senza pregiudicare la trasmissione dell'informazione, che è contenuta nelle bande laterali.
La potenza necessaria per trasmettere il segnale modulante, infatti, è circa un quarto di quella necessaria nell'AM convenzionale.

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