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Tettonica a placche

Nella seconda metà dell'Ottocento scandagliando l'Oceano Atlantico per misurarne la profondità. si scoprì l'esistenza di un grandioso rilievo sottomarino, in seguito chiamato "Dorsale medioatlantica", poiché si sviluppava proprio al centro dell'Oceano. Solo nel 1956 si giunse alla conclusione che strutture analoghe alla dorsale sono presenti in tutti gli oceani e formano anzi un unico sistema lungo circa 64,000 Km e largo oltre 1,000 Km e con un'altezza media di 3,000 metri rispetto ai piani abissali. Le dorsali oceaniche presentano 2 creste parallele divise da una valle larga una cinquantina di Km e profonda circa 2 Km che si allunga parallelamente al loro asse. Gli assi delle dorsali sono inoltre interrotti da numerose faglie trasversali. Ciò fece nascere nel 1962 da Harry Hess la teoria dell'espansione dei fondali oceanici. Le vallate centrali delle dorsali oceaniche corrisponderebbero a delle fratture della crosta terrestre provocate dalla spinta delle correnti ascendenti di due cellette di convenzione dell'atmosfera.
Il materiale fuso proveniente dall'atmosfera, costituito da materiali basaltici, fuoriuscirebbe solidificandosi a contatto con l'acqua e genererebbe in continuazione nuova crosta oceanica (fase di espansione). La vecchia crosta subirebbe allora uno spostamento laterale e a sua volta si immergerebbe nelle fosse oceaniche che si sviluppano ai margini degli oceani, mescolandosi nell'atmosfera (fase di subduzione). Tale teoria dava anche ragione all'attività vulcanica e sismica in corrispondenza delle dorsali e delle fosse oceaniche. La scoperta dell'espansione dei fondali, unita agli ulteriori studi nel corso degli anni, hanno portato gli studiosi a riprendere la vecchia teoria di Wegener e a rielaborarla nella nuova teoria della tettonica a zolle.

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