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Schema per la descrizione delle rocce ignee

Riconoscere e descrivere la struttura (olo o ipocristallina, afanitica)
a) Se la roccia è afanitica indicare il colore e le eventuali strutture.
b) Se la roccia è ipocristallina (porfirica) indicare le dimensioni e l'abito dei fenocristalli e le loro relazioni con la massa di fondo.
c) Se la roccia è olocristallina distinguere tra omogenea e porfirica valutando l'omogeneità, valutare la granulometria, descrivere l'abito e le relazioni reciproche tra i cristalli (euedrali ecc., in posizione interstiziale, ecc.).

Indicare il colore della massa di fondo (nelle rocce ipocristalline o afiriche) o valutare l'indice di colore nelle olocristalline granulari.

Riconoscere i minerali principali, descriverne colore, lucentezza, abito
Effettuare la stima ad occhio dei parametri Q (o F), A, P, ricalcolati al 100% e dell'abbondanza relativa di A e P sul totale dei feldspati (abbondanza del quarzo o viceversa dei feldspatoidi, abbondanza relativa dei feldspati alcalini e dei plagioclasi).

Classificare la roccia
Classificare la roccia combinando il criterio relativo all'associazione mineralogica con l'indice di colore e con i caratteri tessiturali.
Esempio: roccia olocristallina, con M < 30, associazione mineralogica con quarzo, feldspati alcalini, plagioclasi, biotite, Q>55%, A
< 50%, P> 50% : granito a feldspati alcalini.

Esempi di descrizione di rocce ignee
Esempio 1
Roccia olocristallina, equigranulare, a grana grossolana. Indice di colore M<10% .
Quarzo da anedrale a subedrale (40%); feldspato alcalino (feldspato potassico),
euedrale. abito prismatico, colore rosa (50%); plagioclasi, subedrali, colore bianco
(<10%); biotite, euedrale, abito lamellare, colore bruno nerastro, lucentezza metallica.
Granito rosa.
Esempio 2
Roccia ipocristallina a tessitura porfirica. Massa di fondo di colore rosso-bruno. I
fenocristalli costituiscono circa il 35% della roccia, comprendendo quarzo subedrale.
vitreo e feldspati alcalini euedrali, con abito prismatico, colore bianco-giallastro. Riolite.

Descrizione macroscopica e riconoscimento dei principali tipi di rocce sedimentarie su campioni a mano.
Litologia
Riconoscere la composizione e/o mineralogia della roccia, in modo da
inquadrarla in una delle categorie principali in cui sono suddivise le rocce sedimentarie utilizzando le proprietà fisiche e chimiche accertabili direttamente sul campione:

- rocce terrigene costituite da frammenti (clasti) di altre rocce o minerali (più frequentemente quarzo e silicati) di origine detritica;
- rocce carbonatiche costituite prevalentemente da minerali, particene, granuli o fossili cartonatici (carbonato di calcio o carbonato di calcio e magnesio: CaCO3 - calcite; MgCa(CO3)2 - dolomite); esistono rocce miste terrigeno-carbonatiche.
Rocce composte in prevalenza da calcite (calcari) reagiscono rapidamente a
freddo con acido cloridrico (HC1) diluito al 5%, dando effervescenza. Rocce
composte prevalentemente da dolomite (dolomie) reagiscono molto blandamente
e con lentezza all'acido diluito (ma più intensamente e rapidamente se a caldo o con HC1 concentrato). La durezza dei carbonati è intermedia (strisciati su un vetro non lo scalfiscono);
- rocce silicee costituite prevalentemente da particene, granuli, minerali o fossili di natura silicea (SiO2), solitamente in forma micro- o criptocristallina. Essendo rocce solitamente fini hanno un aspetto omogeneo, spesso con colorazioni accese (rosso, verde, grigio perla, nero), lucentezza vitrea, frattura scheggiosa. Per i caratteri di durezza scalfiscono il vetro, non vengono rigate da una punta di acciaio. Termini più usati: radiolarite (roccia composta da Radiolari, microfossili marini a guscio siliceo); selce (roccia in liste o noduli derivati da ricristallizzazione secondaria di concentrazioni di radiolari ed altri microrganismi silicei entro calcari); diatomite (roccia composta da microrganismi unicellulari a
scheletro siliceo);
- rocce evaporitiche, costituite principalmente da solfati (gesso - CaSO4·2H2O) in aggregati di minuti cristalli aciculari o in vene di cristalli fibrosi, e sali derivati da evaporazione. Il gesso è piuttosto tenero: può essere scalfito con un'unghia.
Termini più usati: gesso e anidrite (rocce costituite da solfati di calcio idrati o anidri); salgemma e silvite (rocce costituite da cloruri di sodio e potassio);
- rocce vulcanoclastiche, costituite principalmente da materiali di origine
vulcanica (frammenti dì lave, vetri vulcanici, ceneri, e minerali tipici delle vulcaniti);
- altre (rocce fosfatiche, ferrose, carboni, ecc.).

Colore
In frattura fresca il colore dipende dai pigmenti presenti nella roccia e può essere considerato un carattere primario: in ogni caso non si utilizza per classificare una roccia sedimentaria ma solo per descriverla. Occorre definire anche il colore acquisito in patina dì alterazione, che rappresenta un carattere secondario. La definizione dei colori è soggettiva, in particolare nelle sfumature: per tutti i casi in cui sia necessaria una
definizione univoca, obbiettiva e standardizzata (ad es. nella descrizione dei suoli) si utilizzano apposite carte di comparazione (Es. Munsell colour chart).

Tessitura
Impalcatura fondamentale di una roccia sedimentaria, riferita all'aspetto
d'insieme dei materiali costitutivi (dimensioni o granulometria, morfologia e rapporti tra i componenti della roccia).

Rocce a tessitura clastica e/o particellare
(terrigene, carbonatiche o vulcanoclastiche): si formano mediante trasporto e successiva deposizione dei clasti o particene che le costituiscono. Osservare i seguenti elementi:
Granulometria
Nelle rocce sedimentarie a tessitura clastica e particellare, le dimensioni dei componenti (clasti, particelle, fossili, minerali o altro) costituiscono un parametro di classificazione: le rocce vengono suddivise in classi granulometriche. La scala granulometrie a più utilizzata è quella di Udden-Wentworth.

Classazione
Indica la maggiore o minore omogeneità dimensionale dei componenti del
sedimento. Molto raramente le rocce clastiche o particellari sono ben classate risultando in prevalenza costituite da una sola frazione granulometrica (es.: sabbia o ghiaia), ma sono più generalmente mal classate, costituite da un insieme di più frazioni dimensionali di cui occorre tenere conto stimando la granulometria (es. ghiaia con sabbia, o sabbia siltosa, ecc.).
Rapporti tra i componenti
Le rocce a tessitura clastica e/o particellare comprendono principalmente 4
elementi: i clasti e/o particelle, gli interstizi tra gli elementi, la matrice e il cemento. Ad un primo livello descrittivo è sufficiente accertare se i granuli sono a reciproco contatto, costituendo l'impalcatura della roccia (rocce a supporto clastico), o se sono raramente a contatto o addirittura "galleggiano" nella matrice(rocce a supporto di matrice).
La matrice è rappresentata da materiale estremamente fine (granulometria < del silt), che occupa una posizione interstiziale tra i granuli (quando sono a contatto, nei casi a suppone clastico) o li avvolge (nei casi a supporto di matrice). Nelle rocce carbonatiche la matrice è solitamente costituita da mielite, cioè da un feltro di particene carbonatiche non distinguibili ad occhio nudo o con la lente, di dimensioni < 2 μm (0.002 mm).
I granuli possono essere legati tra loro da un cemento costituito da sali o altri composti che precipitano sotto forma di cristalli dalle soluzioni che circolano negli interstizi, occludendoli parzialmente o totalmente. Il cemento più comune è la calcite; altri sono la silice e ossidi o idrossidi del ferro, ecc.

Rocce a tessitura cristallina
Sono costituite da cristalli di minerali originatisi nell'ambiente di sedimentazione senza trasporto (tessiture cristalline primarie, es.: rocce evaporitiche), o per ricristallizzazione tardiva di un sedimento preesistente (tessiture cristalline secondarie, es.: dolomie). Si riconosce un feltro di cristalli di cui si devono annotare le dimensioni secondo questa scala:
grossolane: > 0.5 mm
medie : 0.5 - 0.25 mm
fini : < 0.25 mm
Quando i cristalli non si vedono con la lente la tessitura è microcristallina; quando superano i 2 mm è megacristallina.

Rocce biocostruite
Rocce prodotte dall'azione di organismi costruttori che ne
costituiscono l'impalcatura essenziale (generalmente si tratta di rocce carbonatiche).

Rocce a tessitura clastica e particellare
Terrigene
I clasti possono essere frammenti di altre rocce (litici), minerali o
frammenti di minerali, fossili o frammenti di fossili (bioclasti).
Carbonatiche
Le particene possono essere fossili o frammenti di fossili
(bioclasti), aggregati di natura carbonatica, frammenti di rocce carbonatiche.
Nei termini di-passaggio tra rocce terrigene e rocce carbonatiche (cioè nei litotipi misti terrigeno-carbonatici) possono essere rappresentati tutti i tipi di componenti precedentemente indicati.

Rocce a tessitura cristallina
Sono composte da minerali. I principali sono: calcite (calcari cristallini), dolomite (dolomie cristalline), gesso e sali (rocce evaporitiche).

Note
1) Se la roccia è costituita da più frazioni granulometriche, il nome indicherà la granulometria prevalente (> 50 %), con l'aggiunta di un aggettivo che indichi la presenza di un'altra classe dimensionale (es. arenaceo = contenente granuli sabbiosi; conglomeratico = contenente ciottoli). Esempio: arenaria conglomeratica (prevale la frazione sabbiosa, ma sono presenti ciottoli).
2) Nel caso delle rocce carbonatiche si aggiunge l'aggettivo dolomitica se queste risultano ricristallizzate in dolomite (es. calcarenite dolomitica).
3) Quando la presenza dì un componente è significativa (ad esempio per
l'abbondanza o perché la sua presenza modifica parzialmente la classificazione del tipo litologico) è utile segnalarlo con aggiunte del tipo: " (...) a bioclasti".
Esempio : calcilutite dolomitica a bioclasti.
4) Le semplici classificazioni riportate adottano un criterio di classificazione principalmente tessiturale. Esistono schemi di classificazione basati su altri parametri (natura dei componenti, chimismo, genesi della roccia), che non vengono trattati in questa sede.
5) Le rocce silicee, evaporitiche, vulcanoclastiche hanno nomenclature a parte: i termini più frequentemente ricorrenti sono già stati ricordati al punto 1 (litologia).

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