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DINAMICA DELLA LITOSFERA

Dorsali oceaniche: corrispondono ad una lunghissima fascia di crosta oceanica inarcata verso l’alto e segnata da un solco longitudinale (rift valley) delimitata da scalinate di ripide pareti tra loro parallele che corrispondono ad un sistema di profonde spaccature (faglie) che attraversano l’itera crosta, qui molto assottigliata. Un diverso sistema di fratture trasversali rispetto alla riftvalley disarticola invece le dorsali in numerosi segmenti ciascuno spostato rispetto a quelli contigui (faglie trasformi). Lungo il tratto di faglia trasforme compreso tra due segmenti successivi di rift valley, il fondo oceanico si muove in direzioni opposte con violenti attriti (S.Andreas). In corrispondenza delle dorsali, deve esistere un flusso ascendente continuo di materiale molto caldo. In vicinanza della superficie, per la diminuita pressione litostatica, parte del materiale caldo passa allo stato fuso e risale attraverso le fratture formando vasti depositi di lava a cuscino. Non appena consolidate anche le nuove rocce saranno tagliate da nuove faglie seguendo il movimento delle pareti della dorsale e affluirà nuovo magma quindi si può dire che i fondali si espandano a partire dalla riftvalley.
Fosse abissali: in altri settori la crosta oceanica si inflette verso il basso e forma le fosse abissali. L’attività vulcanica è localizzata ad una certa distanza dalla fossa, lungo una fascia parallela a quest’ultima che individua un arco vulcanico (Sistema Arco-fossa) o se la fossa è in pieno oceano si osserva un acro insulare (Marianne). Tale vulcanesimo è esplosivo e la zona è interessata da forte sismicità e gli ipocentri dei terremoti si distribuiscono secondo il piano di Benioff (inclinato tra i 30 e i 70°) risultanto più superficiali più sono vicini alla fossa e sparendo oltre i 720km di profondità.
Espansione e subduzione: la teoria prevede che il magma risalga formando nuova litosfera, mentre i due lati delle dorsali si allontanano reciprocamente, nello stesso tempo nelle fosse oceaniche altra litosfera, ormai fredda e densa sprofonda nel mantello (subduzione) e viene riciclata; questo sprofondamento provoca terremoti e la fusione del materiale magmi che alimentano l’arco vulcanico.
Struttura dei fondali oceanici: nel loro andamento si individuano alcune zone: Piattaforma continentale, con pendenza del 2% e profondità max di 200m; Scarpata continentale più ripida e meno estesa che arriva ai 2000m; Rialzo continentale che si estende dolcemente dal piede della scarpata fino ai 4000m e i fondi oceanici che occupano l’83% della superficie e raggiungono i 6000m, le Fosse e gli abissi che comprendono le depressioni superiori
Correnti marine: le correnti superficiali sono distinte in calde e fredde, le prime si spostano dall’equatore ai poli, le seconde viceversa, il loro moto è influenzato dalla conformazione dei bacini e dalla forza di Coriolis, per azione di essa tendono a formare circuiti chiusi : nell’emisfero boreale in senso orario, antiorario in quello australe. Esistono anche correnti profonde fredde che dai poli scorrono verso l’equatore producendo rimescolamento. Esistono anche correnti legati a differenze di densità e salinità tra bacini contigui (Mediterraneo-Atlantico)
Tettonica delle placche: la litosfera è divisa in una ventina di placche di varie dimensioni, stabili al loro interno e delimitate da combinazioni di margini: Costruttivi o divergenti (attivi), sono le dorsali oceaniche lungo le quali si costruisce nuova litosfera; Distruttivi o convergenti (passivi), sono le fosse oceaniche, lungo le quali la litosfera subduce; Conservativi sono le faglie (trasformi), lungo le quali due placche scorrono in direzioni parallele e opposte con metamorfismo. Globalmente la nuova litosfera che si produce lungo le dorsali è bilanciata da vecchia litosfera che viene riciclata nella subduzione. Le singole placche possono essere formate da sola litosfera oceanica o continentale o da entrambe. Il movimento delle placche provoca la profonda deformazione di interi settori di crosta con formazione di catene montuose (orogeni) secondo cari meccanismi: Subduzione di placca oceanica sotto continentale (Ande), i sedimenti oceanici insieme ai lembi dei sottostanti basalti si saldano tra loro, accrescendo lo spessore della crosta continentale e favorendo l’orogenesi; Collisione continentale (catena Alpino-Himalayana), sprofondata tutta la crosta oceanica essa può portare con sé un continente, i due margini si saldano facendone aumentare lo spessore, si origina una lunga catena montuosa; Accrescimento crostale (montagne rocciose) frammenti di crosta di varia natura incastrati in una placca oceanica in moto verso una fossa di subduzione, man mano i frammenti vengono strappati alla crosta e si accumulano contro il margine della fossa.
Punti caldi e convettive: i punti caldi sono dovuti alla risalita di colonne di magma dal mantello. Il motore delle placche è visto in movimenti convettivi all’interno del mantello, con circuiti unici tra la base del mantello e la litosfera o con circuiti separati nel mantello inferiore e superiore. Litosfera oceanica fredda e pesante sprofonda nel mantello e alcuni lembi scenono fino al limite con il nucleo, mentre da quelle stesse regioni risalgono pennacchi che si manifestano nei punti caldi. Ciò è sostenuto dall’energia terminca legata al calore latende che si libera nella solidificazione del nucleo esterno e al decadimento degli isotopi radioattivi.

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