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INTERNO DELLA TERRA

• Struttura: in base ai dati raccolti sulle diverse velocità di propagazione delle onde sismiche all’interno della Terra, si possono distinguere: Crosta: graniti e basalti, superficie fino a 10-35km, solida – Discontinuità di MOHO – Mantello, peridotiti fino a circa 2900km di profondità, solido tranne per un breve tratto plastico (astenosfera) – Discontinuità di Gutenberg – Nucleo esterno ferro-nichel da 2900 a 5170km, liquido – Discontinuità di Lehmann – Nucleo interno fino al centro, solido.
• Calore interno: il flusso termico è prodotto dal decadimento di isotopi radioattivi, le sue disomogeneità testimoniano moti convettivi nel mantello che portano le rocce profonde (scaldate da elevate condizioni di attriti e pressioni durate milioni di anni) a risalire e quelle superficiali a ridiscendere
• Campo magnetico: dinamo ad autoeccitazione, legato al moto convettivo del materiale ferroso fuso presente nel nucleo esterno. Molte rocce possono essere magnetizzate al momento della loro formazione per cui è possibile ricostruire l’apparente posizione del Polo nord magnetico nel passato. Si è scoperto che i due poli si invertono periodicamente.
• Principio di isostasia: la crosta affonda più o meno nel mantello a seconda del suo spessore, come se vi galleggiasse sopra. La tendenza della crosta a raggiungere una posizione di equilibrio con il galleggiamento è detto principio di ISOSTASIA, e aggiustamenti isostatici sono detti i movimenti verticali con cui la crosta reagisce ad ogni modifica di tale equilibrio. Per le deformazioni subite un settore di crosta può aumentare di spessore e diventare più pesante quindi sprofondare maggiormente; in superficie a quel settore ispessito corrisponde una catena montuosa che può restare sollevata rispetto alla quota media proprio perché sostenuta da un grosso spessore di radici cioè materiale crostale leggero. Con l’erosione la catena si alleggerisce e le radici si riducono di volume risalendo verso l’alto continuando a tener sollevati rilievi sempre meno imponenti (Scandinavia), fino a che la catena sarà spianata del tutto e la crosta avrà assunto la profondità media sotto i tavolati e gli scudi dei 35km.
• Orogenesi: formazione delle montagne nel corso dei cicli geologici di deformazione della crosta. CRATONI: si distinguono in SCUDI, sono le parti più antiche pianeggianti e lievemente bombate verso l’alto(rocce ignee e metamorfiche), TAVOLATI: circondano gli scudi e sono ampie pianure su cui affiorano rocce sedimentarie che testimoniano lunga sommersione marina. OROGENI: sono aree in cui l’orogenesi si è verificata in tempi meno antichi o è ancora in corso

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