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Fossili

La parola ''fossile'' viene dal latino fòdere, cioè scavare.
Per far sì che un organismo morto diventi un fossile serve che la materia organica sia costituita da componimenti minerali per pietrificarsi.
Per fare ciò occorre che il corpo subito dopo morto sia ricoperto di un materiale per conservarlo, poiché all'aria si decomporrebbe.
Lo studio dei fossili fornisce informazioni sul clima e sulla terra di milioni di anni fa; ad esempio trovare un fossile di animale marino in un posto oggi roccioso ci fa capire che lì una volta c'era il mare.
Come dare una data agli oggetti scoperti?

– Se ad esempio muore un leone la carne inizia ad affondare nel suolo, mentre le ossa si conservano più a lungo. Se ad una certa distanza di anni muore un elefante, le parti di quest'ultimo risiedono più in superficie del leone. Per questo il paleontologo e l'archeologo quando scavano stanno attenti alla stratigrafia , per capire in quale strato si colloca ciascun fossile.

– Si può usufruire anche del radiocarbonio o carbonio 14. Tutti gli esseri viventi contengono una parte di ciò. Questo scompare nel tempo ma a ritmo regolare. Dopo 5370 anni il carbonio 14 diventa la metà, facendo cosi fino ad arrivare a 50.000 anni a ritroso ove il radiocarbonio scompare completamente.
– Un altro modo è la dendrocronologia (viene dal greco déndro, cioè albero e chrònos, cioè tempo) che si basa sulla crescita degli alberi. Si applica trovando resti antichi di legno, analizzando i loro anelli. Confrontandoli con quelli ricostruiti si può sapere quando sono stati abbattuti.

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