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L'effetto serra

Alcuni gas presenti nell’aria, detti gas serra, hanno la capacità di assorbire il calore irradiato dalla terra impedendone l'uscita nello spazio esterno. Le radiazioni solari non raggiungono la superficie terrestre integre. Circa il 25% delle radiazioni solari sono assorbite dal pulviscolo, dall'ozono e dal vapore acqueo. Il 30% delle radiazioni solari sono invece riflesse nello spazio dal pulviscolo atmosferico, dalle nuvole e dalla superficie terrestre. Viene definita "albedo" la parte delle radiazioni riflesse verso l'altro. Il valore medio di albedo terrestre è circa lo 0,3 ma varia a seconda del luogo in cui si misura. La radiazione solare ricevuta dalla superficie terrestre riflessa verso l'alto assume la forma di raggi infrarossi (energia termica). Una minima parte dei raggi infrarossi riflessi si perde nello spazio o viene assorbita dai composti atmosferici.Il fenomeno naturale, noto come "effetto serra", contribuisce ad aumentare la temperatura del globo intorno ai 15° gradi medi. Esistono gas serra naturali quale il vapore acqueo, l'anidride carbonica, l'ozono, il metano, l'ossido nitrico. Lo sfruttamento dei combustibili fossili per la produzione di carburanti e di energia elettrica libera nell'aria altri gas di origine antropogenica. Alcuni gas serra prodotti dall'uomo non sono presenti in natura ma risultano essere particolarmente attivi nel rinforzare l'effetto serra. E' il caso degli idrofluorocarburi, dei perfluorocarburi e dell’esafluoruro di zolfo. Generalmente la vita media atmosferica dei gas va da pochi decenni fino a migliaia di anni. L'anidride carbonica ha una vita media atmosferica di circa un secolo. In assenza di attività umana è quindi necessario circa un secolo per ristabilire la situazione atmosferica "normale" del periodo antecedente alla rivoluzione industriale.

Previsione

Il ghiaccio artico si scioglierà. Le temperature dell'artico sono aumentate di oltre 2 Celsius negli ultimi 30 anni, il doppio che nel resto del mondo, in alcune aree sono piu' alte di addirittura 4 Celsius. Il ghiaccio artico e' sempre stato normalmente spesso più di tre metri, ma e' stato rilevato dai sottomarini russi e americani che ha perso il 40% del suo spessore a partire dagli anni '70. il ghiaccio dell'Antartide si e' sciolto lentamente nei 10000 anni passati, ma la velocità di scioglimento potrebbe essere in aumento. Nella penisola antartica la temperatura e' salita di 2.5 gradi negli ultimi 50 anni; fra il 1973 e il 1993 il ghiaccio marino e' diminuito del 20%.

Il livello dei mari si innalzerà, le zone costiere saranno sommerse.Se l'oceano si riscalda si espande. La previsione IPCC per il 2001 era un aumento da 9 a 88 cm e un aumento da 7 a 13 m nei prossimi 500 anni. Anche se il riscaldamento globale verrà fermato entro il secolo, l'espansione termica fara' crescere gli oceani da 0.5 a 4 metri. Questo aumento del livello del mare avra' notevoli conseguenze anche perché 30 delle più grandi città del mondo sono pressoché a livello del mare, comprese Londra, New York e Shangai.

La primavera giungerà in anticipo. In Europa un ampio studio sui giardini ha rilevato che la primavera arriva con un anticipo di sei giorni e l'autunno con circa cinque giorni di ritardo. In Inghilterra le rane depongono le uova 9-10 giorni prima della norma, negli Stati Uniti le migrazioni primaverili che raggiungono la Penisola settentrionale del Michigan sono state registrate in anticipo.

L'ecosistema verrà sconvolto.Nel Nord Pacifico i salmoni muoiono di fame a causa della scomparsa del loro cibo, e migrano verso nord per sfuggire le acque più calde di 7 Celsius. Ciò significa che anche orche, aquile, orsi, che dipendono da loro per nutrirsi, se ne andranno. Il WWF ha avvertito che un terzo degli habitat del mondo potrebbero scomparire o divenire irriconoscibili entro il 2100.

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• Usare l’energia solare
• Acquistare energia verde
• Creare organizzazioni e iniziative
• Organizzare delle giornate senza auto
• Diventare energeticamente efficienti e ridurre gli sprechi
• Arrivare a zero emissioni di CO2

Protocollo di Kyoto

Il Protocollo di Kyoto prevede l'obbligo in capo ai paesi industrializzati di operare una drastica riduzione delle emissioni di elementi inquinanti (biossido di carbonio e altri cinque gas serra, precisamente metano, ossido di azoto, idrofluorocarburi, perfluorocarburi ed esafluoro di zolfo) in una misura non inferiore al 5,2% rispetto alle emissioni rispettivamente registrate nel 1990, nel periodo 2008-2012. Perché il trattato potesse entrare nella pienezza di vigore si richiedeva che fosse ratificato da non meno di 55 nazioni firmatarie, e che le nazioni che lo avessero ratificato producessero almeno il 55% delle emissioni inquinanti.

Paesi aderenti

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Adesione al Protocollo di Kyoto nel 2005. In verde gli stati che hanno firmato e ratificato il trattato, in giallo gli stati che lo hanno firmato ma non ancora ratificato.

Paesi non aderenti

Tra i paesi non aderenti figurano gli Stati Uniti, responsabili del 36,1% del totale delle emissioni.In principio, il presidente Clinton aveva firmato il Protocollo durante gli ultimi mesi del suo mandato, ma George Bush, poco tempo dopo il suo insediamento alla Casa Bianca, ritirò l'adesione inizialmente sottoscritta dagli USA .Anche l'Australia ha annunciato che non intende aderire all'accordo, per non danneggiare il proprio sistema industriale.Non hanno aderito neanche Croazia, Kazakistan e Monaco.

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