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La deriva dei continenti e l'espansione del fondale oceanico

All’inizio del secolo scorso tutti i geologi pensavano che la posizione geografica dei bacini fosse fissa.
Ora sappiamo che non è così, che ci sono delle forti collisioni fra grandi blocchi di crosta continentale e da questi nascono delle grandi catene montuose.
-La deriva dei continenti:un’idea coraggiosa ma prematura
L’idea che i continenti in particolar modo l’America meridionale e l’Africa, combaciassero come i pezzi di un puzzle, fu sempre sottovalutata fino al 1915 fino a quando Wegener, studioso tedesco, pubblicò “La formazione dei continenti e degli oceani” in cui spiegava la deriva dei continenti.
Questo ipotizzò che questi due blocchi erano inizialmente uniti, poi si separarono lateralmente aprendo l’Oceano Atlantico meridionale . inoltre ipotizzò che inizialmente vi era un unico blocco di continenti, la Pangea, circondata da un unico mare, la Panthalassa. Circa 200 milioni di anni fa la Pangea si sarebbe fratturata in tanti blocchi( continenti) che si sarebbero spostati e diretti come zattere nelle attuali posizioni.

Le ipotesi di W. Vennero contestate dagli studiosi per vari motivi.
Le forme dei continenti sembrano ben diverse anche per il fatto che vengono modificate dall’erosione.
Inoltre non c’era alcuna fattore che spiegava come e per quale forza questi blocchi , una volta separati, si dirigessero verso le attuali posizioni.
Le corrispondenze paleontologiche
Ciò che però convinse Wegener a continuare nella sua ipotesi, fu il ritrovamento di resti animali identici sia in Africa che in America meridionale.
Questi animali avrebbero dovuto attraversare tutto l’oceano a nuoto o attraversare dei ponti dei quali però non si ha traccia. Uno degli organismi ritrovati e studiati fu il Mesosaurus, rettile acquatico, predatore di pesci.
Inoltre Wegener scoprì o stesso tipo di rocce ignee in Brasile e in Africa, in entrambi i casi risalenti a 2,2 miliardi di anni fa.
Per non parlare dell’interruzione della catena montuosa in America per poi ricomparire dall’altra parte dell’oceano, in Africa .
I climi del passato
Tutti gli sforzi di Wegener furono premiati quando scoprì che America, Australia, Africa e India erano in passato coperte da calotte di ghiaccio .
Questo perché, quando questi territori erano uniti, si trovavano nella zona del polo sud, infatti in quei territori che prima si trovavano nella zona tropicale, sono stati ritrovati depositi di carbone.
Una nuova teoria: Hess e i fondi oceanici
Una prima svolta per la teoria di Wegener si ebbe nel 1960 quando Hess, riprese la teoria di Holmes, uno dei vecchi sostenitori di W.
Questo spiegava il comportamento delle rocce semi- fuse, paragonandolo a quello dell’acqua che bolle in una pentola(il liquido caldo sale, quello freddo scende lateralmente).
I continenti quindi si muovono come zattere trascinati dai moti convettivi del mantello, causati dalla distribuzione non omogenea del calore endogeno.
Quest’idea è nota come teoria dei fondi oceanici.
Secondo Hess lungo una dorsale, il magma , in risalita dal mantello, genera nuova crosta oceanica che saldandosi sul fianco della dorsale ne provoca l’allontanamento reciproco .

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