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Conseguenze del cambiamento climatico sui mari mari e sulle nevi

L’INNALZAMENTO DEL LIVELLO DEI MARI
Secondo gli esperti delle Nazioni Unite, entro la fine del nostro secolo il livello del mare dovrebbe subire un innalzamento da un minimo di 10 cm a un massimo di 90 cm. Si tratterebbe di un fenomeno con conseguenze di vasta portata. Inoltre in molte parti del mondo le coste sono così basse che il mare penetrerebbe profondamente nell’interno. Ciò accadrebbe nelle coste meridionali degli Stati Uniti affacciate sull’Atlantico e sul golfo del Messico, nella Penisola indiana e in varie parti della Cina. Inoltre numerose isole del Pacifico verrebbero del tutto sommerse.

IL CASO DEL MEDITERRANEO
Il Mediterraneo è uno dei mari con più alta densità di popolazione costiera. L’eventuale innalzamento delle sue acque potrebbe essere un problema di grande rilievo. Gli esperti stanno valutando le conseguenze.

L’aumento della temperatura atmosferica tende a far salire il livello delle acque; nello stesso tempo determina anche un notevole aumento di evaporazione, dalla quale deriva una riduzione della massa acquea. Questa riduzione dovrebbe essere notevole perché il Mediterraneo ha ben pochi scambi di acque con gli oceani Atlantico e Indiano ed è soggetto a forte evaporazione.
Due fattori che agiscono in direzione opposta. Si ritiene comunque che il livello del mar Mediterraneo sia destinato a innalzarsi tra 20 e 35 cm nel corso dei prossimi decenni. Nonostante i valori non siano eccezionali, sarebbero sufficienti per produrre trasformazioni notevoli.

INNALZAMENTO DEL LIMITE DELLE NEVI PERENNI
Al riscaldamento dell’atmosfera è riconducibile anche al fenomeno dell’innalzamento del livello inferiore delle nevi permanenti.
La parte della superficie terrestre che è coperta da neve e ghiaccio, e che si trova in alta montagna, si chiama criosfera. Gli studiosi cercano di capire quanto si riduca la copertura delle nevi permanenti e dei ghiacciai della criosfera.
Trent’anni fa il limite delle nevi permanenti si trovava a oltre 4.000 m, mentre dove sorgono le Alpi e le catene montuose dell’Europa, era situato a meno di 3.000 m.
Oggi il limite sulle nostre montagne è salito a oltre 4.000 m. Se l’aumento della temperatura atmosferica continuerà con lo stesso con lo stesso ritmo, nel 2025 le Alpi avranno una copertura nevosa e ghiacciata pari solo al 25% di quella che avevano nel 1850!
Il ridimensionamento della copertura nevosa provoca una riduzione della quantità d’acqua che affluisce a valle in estate. Notevoli sono le conseguenze sull’agricoltura e i cambiamenti della vegetazione spontanea: le conifere, che richiedono temperature piuttosto basse, tendono a crescere a quote più alte. Inoltre, date le relazioni che legano i vari elementi di un ecosistema, è facile intuire come i mutamenti nella flora si riflettano anche su una parte consistente della fauna. Alcune specie hanno dovuto infatti stabilire il proprio habitat ad alte altitudini sempre maggiori.

E’ importante osservare come le conseguenze del cambiamento climatico saranno diverse nei due emisferi terrestri. La copertura dei ghiacciai e delle nevi permanenti continuerà a ridursi nell’emisfero boreale. In buona parte dell’Antartide si dovrebbe verificare un aumento della massa glaciale a causa di un incremento delle precipitazioni.

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