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Classificazione delle rocce

Sull’asse x abbiamo la composizione chimica che varia gradualmente, da destra a sinistra (della prof, da sinistra a destra rispetto a noi) varia dalle più femiche alle più sialiche e queste sono le rocce intrusive. Invece sull’asse y abbiamo la natura di queste rocce, dal basso verso l’alto ci spostiamo da quelle intrusive, quelle che hanno iniziato a solidificare in condizioni intrusive e poi sono state eruttate e sono raffreddate in superficie e rocce decisamente laviche (effusive). Perché le ho messe così? Perché il magma femico è quello che ha origine più profonda, quindi si trova alla base della crosta terrestre o addirittura nel mantello. Le rocce più basiche sono quelle che hanno origine più profonda. Queste rocce possono solidificare lì dove il magma si forma e sono rocce che troviamo raramente in superficie a meno che il magma non riesca appena si forma, quando è molto caldo, incandescente a temperature che vanno anche ai 2000° a trovare una direzione di frattura di rocce soprastanti, di scarsa resistenza; per cui sto magma con quella temperatura fonde quella zona debole delle rocce soprastanti e arriva subito in superficie e allora cola fuori, è un magma molto fluido e fa delle ampie colate laviche anche molto spesse (potenti). Se il magma solidifica lì dove si è formato allora troviamo rocce intrusive femiche che non vedremo facilmente sulla terra; oppure il magma arriva in superficie quindi sulla superficie terrestre è facile trovare queste rocce.

Dalla più femica: PERIDOTITE roccia di colore verde-olivastro, ha una lucentezza un po’ grassa perché sono tutti cristalli di olivina, è fatta quasi esclusivamente da olivina, accanto ad essa ci saranno ossidi di ferro ecc...., roccia intrusiva ultra femica, ultra basica che in superficie non si trova perché è una roccia cristallina tipica della crosta profonda, emerge in tre punti nelle Alpi: nella zona di Ivrea dove c’è una montagnola chiamata “Monti Pelati” pelati perché la roccia che costituisce queste montagne è peridotite sulla quale le piante non riescono a crescere perché ci sono Mg e Fe, in Val di Susa il “Musinè” è un monte pelato perché fatto di peridotite; in Val c’è il monte “Cuni” che è pelato perché fatto di peridotite. Un po’ più superficiali, quindi crosta ancora profonda ma non mantello è il GABBRO Gabbro verde di Firenze, fatto di pirosseni (verde scuro, bottiglia) e plagioclasi (bianco latte), il verde domina e ci nasconde un po’ il bianco. Poi abbiamo la DIORITE la diorite è meno basica, si trova anche in superficie, è fatta sempre da pirosseni (quelli neri tozzi), anche alcuni anfiboli (neri lunghi) e molti plagioclasi. Man mano che passiamo dalle rocce più femiche a quelle più sialiche il colore si schiarisce perché nelle femiche Fe e Mg sono cationi che danno colori scuri ai minerali che li contengono via via che ci spostiamo verso rocce più sialiche vengono a prevalere i feldspati e i plagioclasi e il colore si schiarisce. Poi c’è la GRANO DIORITE via di mezzo tra la diorite e il granito e che ha una grana fine, cristalli piccoli, già assimilabile con i graniti. GRANITI rocce più sialiche, più acide della serie delle rocce intrusive e sono chiari e sono caratterizzati da K-feldspato e ortoclasio che è quello rosa o bianco, il k-feldspato può essere di tanti colori: rosa, bianco rosso, verde e viola. È lui che dà il colore al granito. Per esempio abbiamo il granito bianco del Monte Bianco, il granito rosa tipico di Baveno, il granito rosso è di Mergozzo, il granito verde è di Predazzo (Dolomiti), l’ortoclasio viola lo troviamo in rocce intrusive di una serie più basica. Queste rocce qui intrusive che vi sto presentando costituiscono una serie di rocce che viene detta: calcalina o alcali-calcica o mesosilicica o subalcalina. Queste vanno dalle più femiche (peridotite) alle più sialiche (granito), quindi dalle più basiche alle più acide. Calcalina vuol dire che c’è del calcio e degli alcali (basi, ossidi di Mg e di Fe); il rapporto alcali/silice si aggira attorno al 50%; nelle più sialiche c’è più silice, nelle femiche il contrario. Invece ci sono altre serie di rocce in cui il rapporto alcali/silice cambia molto di più, quindi c’è una serie alcalina dove gli alcali sono in quantità maggiore rispetto alla silice e c’è addirittura una serie iper alcalina dove c’è moltissima composizione alcalina e pochissima silice. Così come c’è una serie chiamata tholeitica che ha moltissima silice è pochissimi alcali solo nei fondali oceanici. La serie alcalina è quella subito dopo questa e le due rocce principali della serie alcalina sono la SIENITE intrusiva, qui l’ortoclasio è viola. Che corrisponde al termine più sialico, è la roccia più sialica della serie alcalina. TRACHITE effusiva. Venendo in su sull’asse y, abbandoniamo le rocce intrusive (struttura olocristallina, completamente cristallizzate, molto visibile nei graniti). Quando il magma risale cosa succede? Può succedere che alcuni cristalli avessero iniziato a formarsi nel magma fino a che lui era incassato nel serbatoio magmatico, poi si creano improvvisamente le condizioni per la risalita del magma e il magma viene a giorno in un’eruzione e solidifica poi in condizioni effusive; questo vuol dire che quando il magma arriva in superficie, prima cosa si spigionano tutti i vapori nell’aria e il magma si degassa e degassandosi diventa lava e poi solidifica molto più velocemente, non istantaneamente, perché si trova improvvisamente sbalzato a temperatura ambiente. Abbiamo questa fascia di rocce nel nostro diagramma che è la fascia delle rocce a tessitura porfirica, deriva da porfido ed è tipica di queste rocce che hanno cominciato a solidificare in profondità, alcuni cristalli si sono formati, poi il magma è salito in superficie e quei pochi cristalli che si erano già formati restano imprigionati in una massa amorfa, vetrosa. Esempio tipico è il SANPIETRINO/PORFIDO il cubetto di porfido, alcuni cristalli per esempio ortoclasio rosa già formato, anche qualche cristallo di quarzo inglobati in una pasta rossastra o violacea. I porfidi che assomigliano ai graniti si chiamano porfidi quarziferi. Invece con composizione simile alla diorite, cioè mesosilicica abbiamo i porfidi non quarziferi. Corrispondenti a Gabbro e Peridotite, nella tessitura porfirica abbiamo le PORFIRITI o le DIABASI sono sempre rocce porfiriche, cioè dove ci sono alcuni cristalli molto evidenti impastati in una pasta amorfa violacea però la differenza è che nel porfido quarzifero vedete nettamente i cristalli di quarzo che sono trasparenti, sembra vetro, quindi sialico; nella porfirite diabase vedete dei cristalli neri di pirosseni, dei cristalli verdi sempre di pirosseni, ma di quarzo neanche a piangere perché è molto più basica. Invece se il magma arriva subito in superficie e viene su senza aver dato tempo alla solidificazione allora abbiamo rocce che hanno struttura completamente amorfa o vetrosa, totalmente priva di cristalli che è la roccia effusiva, lavica. Ci sono tre fasce: intrusive, effusive che avevano cominciato a solidificare in profondità e effusive vere e proprie. Le intrusive hanno tessitura olocristallina (completamente cristallizzata), le effusive che hanno cominciato a solidificare in profondità hanno tessitura porfirica e le effusive vere e proprie hanno tessitura vetrosa o amorfa. Effusive vere e proprie: alle femiche cioè Peridotite e Gabbro corrispondono i basalti. BASALTI si tratta di rocce nere, scure, opache e che tendono a fratturarsi in blocchetti perché la lava è lava fluida perché il magma è femico, il magma arriva in superficie ancora molto fluido e forma delle colate molto spesse, potenti che raffreddandosi si contraggono e contraendosi si spaccano in colonne; se la colata è meno spessa al posto che delle colonne contraendosi forma dei blocchetti. Qui di cristalli ce n’è uno ogni tanto, proprio pochi. Non siamo in grado di distinguerli in femici e ultra femici perché il basalto è basalto. Per dire che appartengano a Gabbro o Peridotite bisogna fare esami chimici. Alla Diorite, porfido non quarzifero, corrisponde l’ANDESITE si chiama così perché è molto abbondante nelle Ande; questa proprio vetrosa non è perché qualche cristallo ce l’ha. Al Granito e Porfido quarzifero corrisponde l’OSSIDIANA vetrosa, amorfa perché si frattura in modo. La lava sialica è più viscosa. Dovrebbe essere bianca, invece è nera per un effetto ottico perché la luce, essendo vetrosa, l’attraversa in tutti i modi uguale e lei assorbe tutti i raggi di luce. POMICE Plinio il vecchio morto lapidato da lapilli di pomice eruttati dal Vesuvio nel 79. La roccia più comune come corrispondente effusivo dei graniti è la RIOLITE tipica del parco di Yellowstone in America; da noi si chiama LIPARITE, roccia di Lipari, roccia grigiastra, un po’ porfirica. Invece della serie alcalina: la ANDESITE e la corrispondente TRACHITE (più basica).

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