La prima domanda che ci si pone leggendo questa frase, è proprio cosa si intende per LINGUAGGIO. La risposta è semplicemente che quest’ultimo è alla base di tutto, alla base della comunicazione ed è inoltre indispensabile per vivere ogni nostro giorno. Per linguaggio però, non si intende solo la comunicazione tra esseri umani, bensì anche tra animali e piante. A modo loro, anche gli oggetti parlano, o perlomeno questo è quello che credevamo da piccoli.

Gli oggetti programmabili

Come fanno a parlare gli oggetti? Fin da piccoli, avevamo il sogno di poter animarli, parlando con bambole o soldatini. È come se questo sogno, con il tempo, si fosse realizzato. Perché ora abbiamo la possibilità di interagire con loro e questi possono obbedire ai nostri comandi, ma come fanno? Gli oggetti SMART, così chiamati, hanno al loro interno un microprocessore che dà a noi la possibilità di dare istruzioni che eseguono, ma solo nel caso che queste siano semplici e chiare, e inoltre che siano richieste una alla volta.

Programmazione: tutto ciò che ha un microprocessore deve essere programmato.
Smartphone: l’invenzione più riuscita è certamente lo smartphone. Questo, infatti, ha dei notevoli vantaggi, tra cui la comodità di avere molti programmi installati all’interno ed essere però allo stesso tempo facilmente trasportabile. Sa parlare con gli altri oggetti ed è molto semplice da usare.
App: cosa sono quei “programmi” installati all’interno? Vengono chiamate App, abbreviazione di Applicazioni. Noi utilizziamo queste per dare comandi allo smartphone, che sono però, idee altrui.
Gli algoritmi: è il procedimento da seguire, il linguaggio è solo un modo per esprimere. Bisogna solamente pensare di dare informazioni in modo chiaro, uno alla volta e senza ne errori ne fantasia.

Tipi di linguaggio

Tutti questi tre linguaggi, sono funzionalmente completi e permettono di fare qualsiasi cosa.
il linguaggio di programmazione usa istruzioni scritte che vengono automaticamente tradotte in linguaggio macchina, ed è usato dai programmatori.
Il linguaggio macchina è molto complesso e difficile da usare, ed è composto esclusivamente da “0” ed “1”.
Il linguaggio visuale: è il giusto punto di partenza e consente di comporre graficamente le istruzioni.

Sapere programmare significa risucire a far fare agli oggetti ciò che vogliamo, senza che qualcuno ci pensi prima di noi.

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