Conversione di frequenza

I convertitori di frequenza hanno la caratteristica di convertire la potenza alternata da una frequenza ad un'altra.
Sono impiegati, ad esempio, nella regolazione di velocità dei motori, in cui la velocità stessa è funzione della frequenza, e quando è necessario collegare due sistemi elettrici che lavorano a frequenza diversa.
Il cambiamento di frequenza da f1 a f2 può essere realizzato in diversi modi:
- si raddrizza la tensione alternata a frequenza f1; la tensione continua ottenuta è applicata ad un inverter la cui uscita è a frequenza f2;
- si impiegano cicloconverter. Essi hanno la caratteristica di trasmettere all'uscita porzioni opportune della sinusoide di ingresso, in modo che la forma d'onda sul carico, dopo essere stata filtrata, si approssima ad una sinusoide avente la frequenza desiderata.
Possono essere impiegati solo per diminuire il valore della frequenza di partenza.
- si impiegano convertitori di frequenza propriamente detti. In essi vengono trasmesse, all'uscita porzioni della tensione d'ingresso; il passaggio o meno di corrente è determinato da dispositivi di controllo come transistor, SCR e triac.
Nel caso di transistor, ciò è facilmente realizzabile agendo sulla base; nel caso di triac e SCR, la conduzione inizia applicando un opportuno segnale al gate, mentre per interdirli occorre impiegare circuiti che polarizzano inversamente i dispositivi stessi.

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