Il Gladiatore

Il Gladiatore è un film del 2000 diretto da Ridley Scott, con Russel Crowe e Joaquin Phoneix e vincitore di 5 premi oscar.
I fatti sono ambientati nel 180 d.C a cavallo tra il periodo di governo dell'imperatore Marco Aurelio e di Commodo e ci offrono una visione della situazione politica e sociale della Roma del II secolo d.C.
Massimo Decimo Meridio (personaggio fittizio interpretato da Russel Crowe) è un generale ispanico che nelle prime scene del film conduce una battaglia contro i Marcomanni in Germania, dimostrando fin da subito il suo valore militare. È in questa occasione che pronuncia la celebre frase "al mio segnale scatenate l'inferno", sebbene in quel periodo non fosse ancora noto il concetto di inferno.
Al termine della battaglia l'imperatore Marco Aurelio, mostrato come un anziano molto saggio, offre il titolo di imperatore a Massimo, non volendolo affidare al figlio Commodo, uomo inetto e privo di moralità. Una volta diventato imperatore Massimo avrebbe dovuto reinstaurare una repubblica, com'era un tempo, realizzando così il desiderio di Marco Aurelio. Dalle fonti storiche non ci risulta in realtà che l'imperatore volesse ritornare a una Repubblica.

Commodo, scopre però l'idea del padre, e lo uccide stringendolo al petto e soffocandolo. I documenti dicono in realtà che Marco Aurelio morì di malattia, probabilmente di peste.
Il neoeletto imperatore ordina l'uccisione di Massimo e la sua famiglia, dopo che ques'ultimo si è rifiutato di sottomettersi a Commodo. Il protagonista riesce però a fuggire e in sella ad un cavallo viaggia fino a casa sperando di riuscire a salvare la moglie e il figlio. Giunge però troppo tardi, quando i suoi cari sono già stati uccisi.
Viene allora catturato da un mercante di schiavi e venduto a Proximo, ex gladiatore, che lo costringe a combattere come gladiatore in piccole arene di una provincia del Nord Africa. I luoghi mostrati sono aridi e deserti, così come siamo abituati ad immaginarci il Marocco o la Libia. In realtà nel II secolo la costa nordafricana era disseminata di colture e piantagioni e costituiva una zona molto ricca dell'impero.
Sucessivamente l'imperatore organizza 150 giorni di giochi in memoria del padre, soprattutto per guadagnarsi il favore della folla, mostrando al meglio la personalità subdola e immorale di Commodo. Anche i gladiatori di Proximo vengono affittatti per l'occasione. Giunti a Roma i gladiatori partecipano a una serie di spettacoli attraverso i quali rievocano le più grandi vittorie Romane come la battaglia di Zama contro i Cartaginesi. In quest'ultima Massimo si svela all'imperatore Commodo, il quale non lo uccide per evitare di deludere la folla. In questi pochi attimi dove la folla acclama a gran voce l'ispanico (così era stato soprannominato Massimo) e chiede misericordia all'imperatore, viene mostrata l'importanza del giudizio popolare all'interno della società romana.
In seguito Lucilla, sorella più anziana di Commodo, si incontra segretamente con Massimo e gli svela la sua idea e dei sentatori di voler detronizzare Commodo e reinstaurare una Repubblica. L'ispanico inizialmente rifiuta, ma quando scopre che le sue legioni gli sono rimaste fedeli,accetta la proposta di Lucilla. Commodo però scopre la congiura e imprigiona Massimo. Poi dopo averlo indebolito trafiggendolo con uno stiletto, lo sfida a duello nel Colosseo.
Qui il protagonista, nonostante le ferite ha la meglio, riesce a disarmare Commodo e lo colpisce in pieno petto, uccidendolo. Poi, dopo aver ordinato al senatore Quinto di liberare i suoi amici gladiatori, si accascia e muore tra le braccia di Lucilla per il troppo sangue versato.
Nella realtà Commodo viene effettivamente ucciso da un suo maestro gladiatore, non durante un duello ma in seguito ad accordi politici per eliminarlo.

Il Gladiatore è un kolossal, che nonostante i molti falsi storici, descrive la grande Roma del II secolo fatta di congiure e lotte per il potere. Mostra in modo violento i combattimenti nelle arene e la pessima condizione degli schiavi trattati come animali e costretti a combattere per il diletto della folla. Illustra le armi dei gladiatori e le loro armature , le tecniche di combattimento (anche se non sempre fedeli alla realtà) e la voglia di vivere di uomini destinati a morire in un'arena.

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