La Terra: il suo moto di rivoluzione

Il moto di rotazione della Terra fa parte di quei movimenti che si ripetono in tempi brevi producendo effetti importanti. Esso rappresenta il moto che la Terra compie intorno al proprio asse da ovest verso est. La durata pari a 23 ore 56 minuti e 4 secondi è chiamata giorno sidereo.
In questo moto la velocità angolare è identica in ogni punto della Terra. La velocità lineare invece varia con la latitudine, è massima all'equatore e decresce man mano che ci si avvicina ai poli dove diviene nulla.
La prima prova evidente di tale rotazione è data dall'apparente spostamento diurno dei corpi celesti da est verso ovest. Poi c'è l'analogia con gli altri pianeti che attestano un moto rotatorio assiale del quale non si vede il motivo per cui la terra dovrebbe esserne priva.
Un'altra prova importante consiste nell'esperimento effettuato prima da Galileo e Newton e poi in chiave definitiva da Guglielmini riguardante la caduta libera di un grave lasciato cadere da un punto elevato il quale devia la sua traettoria dalla verticale del punto di partenza giungendo al suolo spostato verso est.
L'esperienza di Guglielmini effettuata a Bologna dalla torre degli Asinelli a 100 m di altezza è spiegabile con il fatto che il corpo si trova in una posizione iniziale in cui partecipa comunque alla rotazione terrestre assumendo stessa velocità lineare di quest'ultimo una volta lanciato dato che il punto di partenza è più lontano dall'asse terrestre rispetto al punto di arrivo, il corpo acquisisce maggiore velocità lineare rispetto a quest'ultimo ruotandò di più e andando a finire spostato più a est.
Foucault molto dopo esegue nel Pantheon di Parigi un'esperienza che prova il moto di rotazione della terra.
In più Ferrel affermà definitivamente la sua legge secondo cui a causa della rotazione terrestre un corpo che si muova liberamente sulla terra devia la sua direzione iniziale verso destra se si trova nell'emisfero boreale e verso sinistra se si trova nell'emisfero australe.

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