Habilis 1829 punti

Lo spettro delle stelle nello studio della loro composizione

Gran parte della materia che costituisce una stella è rappresentata da idrogeno ed elio, gli altri elementi chimici arrivano, tutti assieme, circa il 2%.
Per conoscere la composizione chimica delle stelle si usa un apparecchio chiamato spettroscopio. Lo spettroscopio analizza la luce emessa dalle stelle, separando, in base alla lunghezza d'onda, le varie radiazioni che la costituiscono.
Si ottiene così lo spettro stellare.

Lo spettroscopio più semplice è un prisma di vetro: quando la luce solare (o quella emessa da una lampada a incandescenza) lo attraversa, essa viene scomposta in tutti i colori dell'arcobaleno, ciascun colore all'altro è graduale e per questo si dice che lo spettro della luce bianca è uno spettro continuo.

E lo spettro della luce delle stelle?

Unoo spettro stellare tipico è quello detto a righe di assorbimento. Si tratta di uno spettro nel quale uno sfondo continuo è interrotto da righe scure sottili. Ad esempio, nello spettro di assorbimento del sole, lo sfondo continuo è prodotto dall'energia emessa dal nucleo della stella, le righe scure, invece, sono prodotte dall'assorbimento dell'energia (la stessa emessa dal nucleo della stella) da parte degli strati di gas più esterni. L'energia assorbita viene sottratta all'emissione della stella, le righe scure corrispondono, cioè, a lunghezze d'onda mancanti.
Dallo studio degli spettri stellari e delle lunghezze d'onda mancanti è possibile quindi risalire a quali elementi chimici siano presenti negli strati gassosi esterni delle stelle.

Registrati via email