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Sole di mezzanotte

Nelle terre più settentrionali d’Europa comprese nel circolo polare artico si può osservare per qualche settimana all’anno, nel corso dell'estate, il fenomeno del cosiddetto "sole di mezzanotte": il sole si abbassa sull’orizzonte come se tramontasse, la luce del crepuscolo si prolunga per ore, scendendo poi sotto l’orizzonte per pochi minuti (o talvolta non scomparendo per niente) e immediatamente ha inizio l’alba. All’inverso nei mesi invernali per alcune settimane la luce del sole compare solo per brevissimo tempo o addirittura non compare affatto.

L’estrema lunghezza o la brevità delle ore di luce è spiegabile, tenendo in considerazione la posizione della Terra nel suo movimento di rotazione attorno al sole. Per due volte nel suo percorso essa si trova in una posizione tale che i raggi solari giungono perpendicolarmente all’equatore e la linea che separa la parte illuminata da quella in ombra passa esattamente per i poli: siamo all’equinozio di primavera (21 marzo) e all’equinozio d’autunno (23 settembre). Il termine equinozio, che deriva dal latino, significa che la durata del giorno e della notte è esattamente uguale (12 ore) in tutti i punti della Terra.

Tre mesi dopo la posizione della Terra è molto diversa: nel solstizio d’inverno (23 dicembre) i raggi del sole sono perpendicolari al tropico del Capricorno e l’intera calotta polare artica non vede assolutamente il sole. Come in tutto l’emisfero settentrionale, e quindi in tutta l’Europa, le giornate sono diventate progressivamente più corte, soprattutto più si va verso nord e ci si avvicina al circolo polare artico. Tutto il contrario accade quando ci si avvicina al solstizio d’estate e i raggi del sole sono perpendicolari al tropico del Cancro: ora la calotta polare è sempre esposta al sole e non passa mai in ombra quindi in tutto l’emisfero le giornate sono più lunghe e diventano lunghissime alle latitudini più alte.

Vi sono quindi grandi differenze fra le regioni dell’Europa settentrionale e quelle dell’Europa meridionale, ma non bisogna dimenticare che comunque si assiste a un passaggio graduale da giornate molto lunghe a giornate molto brevi: solo sui poli la notte dura sei mesi e il giorno altri sei mesi.

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