La rivoluzione scientifica

Le scoperte astronomiche sono trainanti nella rivoluzione scientifica; in un secolo e mezzo vengono abbattuti i capisaldi della cosmologia aristotelico-tolemaica che era sostenuta dalla Chiesa e da secoli insegnava che:
- Il cosmo è un insieme di sfere ruotanti intorno a un unico corpo centrale immobile, la Terra;
- Lo spazio non è omogeneo, ma diviso in due regioni, celeste e terrestre: la geometria celeste è contraddistinta da molti circolari e infiniti, quella terrestre da moti rettilinei e finiti.
I principali protagonisti della rivoluzione astronomica sono:
- Il polacco Niccolò Copernico che scrive il De revolutionibus orbium coelestium dove è enunciata la teoria dell’eliocentrismo;
- Il tedesco Giovanni Keplero che enuncia le leggi matematiche sulle orbite ellittiche dei pianeti rifiutando il moto circolare perfetto della tradizione;
- Il pisano Galileo Galilei che, grazie ad osservazioni astronomiche con il cannocchiale, conferma la teoria eliocentrica diffondendola in Italia con le quattro “lettere copernicane” scritte tra il 1613 e il 1615; dimostra la falsità della distinzione tra fisica terrestre e fisica celeste; elabora un metodo d’indagine matematico-sperimentale ed enuncia quello che verrà considerato il primo principio della dinamica: il principio di inerzia;

- L’inglese Isaac Newton che, partendo dalla fisica di Galileo e da quella di Keplero, enuncia la tesi della gravitazione universale nei Philisophiae naturalis principia mathematica del 1687.
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