gaiabox di gaiabox
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La logica cosmica ritenuta alla base della nascita e della formazione di una stella è che "il ricco di materia", qualunque sia il suo stato di aggregazione -diventa sempre più "ricco": se una porzione dello spazio ha una densità lievemente superiore alla media, lì la materia tende a concentrarsi sempre più.
In una nube fredda di gas interstellari alcuni atomi di idrogeno possono casualmente incontrarsi, raggruppandosi fra loro e facendo aumentare la densità locale. Se il campo gravitazionale originato dal primo aggregato è sufficientemente intenso da attrarre altri atomi di idrogeno, incomincia a formarsi nello spazio una protostella, che con il trascorrere del tempo sulla lenta scala astronomica (milioni di anni) diventa più densa.
La materia, via via compressa, si riscalda. Quando la temperatura raggiunge l'ordine di grandezza di dieci milioni di gradi, nel nucleo del sistema si innesca la fusione dell'idrogeno. Si sviluppa quindi una grande quantità di energia, che da una parte arresta il collasso gravitazionale e dall'altra si disperde nello spazio sotto forma di onde elettromagnetiche: la protostella è diventata una stella.

Dopo la lunga fase in cui i processi termonucleari trasformano l'idrogeno in elio, la zona interna della stella torna a concentrarsi, facendo aumentare la temperatura tanto da innescare la fusione dei nuclei di elio. L'elio si converte in carbonio, questo in ossigeno e di seguito in silicio, in zolfo e via via in elementi più pesanti, finché il nucleo stellare non diventa di ferro. Nel frattempo l'involucro esterno della stella si espande e si raffredda emettendo luce di colore rossastro. Si origina, così, una gigante rossa. Nel caso del Sole, la spettacolare espansione potrebbe inghiottire i più vicini pianeti Mercurio e Venere, e probabilmente bruciare anche la Terra. Che brutta fine! Tutto ciò, per fortuna, dovrebbe verificarsi fra diversi miliardi di anni. Meno certe sono le conoscenze riguardo agli stadi che, dopo quello di gigante rossa, conducono una stella verso la fine della sua esistenza. Dopo un lungo periodo di tempo i processi di fusione nucleare che coinvolgono gli elementi più pesanti tendono a estinguersi. La gravità prende allora il sopravvento e la vecchia stella, addensandosi, si trasforma in una nana bianca. In questo stadio essa conserva una luminosità residua dovuta alle ultime reazioni nucleari, cessate le quali, però, si spegne definitivamente, diventando un corpo freddo e morto, chiamato con il lugubre nome di nana nera. Questo, con molta probabilità, è il destino delle stelle più leggere, fra cui anche il nostro Sole.

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