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Il moto della terra e dei pianeti

Antichità
Nell'era avanti Cristo si riteneva che la terra fosse il centro dell’universo e che le stelle ruotassero attorno ad essa.
Il filosofo Aristotele si interrogò sulle caratteristiche dei pianeti, concludendo che essi avessero forma e traiettoria circolari.
Tuttavia, le osservazioni astronomiche dell’epoca sembravano contraddire le teorie aristoteliche: visti dalla terra i pianeti compivano infatti strani giri, in disaccordo con le ipotesi di moto circolare. Questo “strano” moto dei pianeti fu definito retrogrado.
Come si poteva spiegare la cosa?

Teoria geocentrica
E’ definita “teoria geocentrica” quella di Tolomeo, astronomo del 150 d. C.
E’ dal suo nome che la teoria geocentrica prese anche il nome di teoria tolemaica.
L’opera principale di Tolomeo è l’Almagesto.

Secondo Tolomeo i pianeti si muovono su di una circonferenza (detta epiciclo), il cui centro ruota attorno alla terra su di una circonferenza più grande (detta deferente).
Nel momento in cui il pianeta tocca epiciclo e deferente, esso sembra andare più veloce se il suo moto segue il verso dell’epiciclo, viceversa sembra andare più piano.
Tale traiettoria è detta epicicloide.

Teoria eliocentrica
La “Teoria eliocentrica” fu formulata invece da Copernico nel sedicesimo secolo.
La sua opera maggiore è il “De revolutionibus orbium”.
Secondo questa teoria, il sole è immobile al centro dell’universo ed i pianeti gli ruotano attorno.
I pianeti percorrono “strani giri” perché, essendo alcuni di essi più esterni alla terra (come ad esempio Marte), si muovono più lentamente, e la terra quindi li sorpassa nel suo moto, facendo sì che essi abbiano un moto retrogrado.
La teoria copernicana non collimava con quanto affermato dalle Sacre Scritture, secondo cui la terra era al centro dell’Universo.
Inoltre la teoria geocentrica era più intuitiva, e quindi riscuoteva maggior appoggio.

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