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I moti della terra

Gli antichi pensavano che il succedersi del dì e della notte fosse dovuto al fatto che il Sole girava attorno alla Terra, immobile al centro dell'Universo. Ma non è così. Molti fenomeni, dimostrano che la Terra gira su se stessa, come una trottola. La retta (immaginaria) intorno a cui ruota la Terra prende il nome di asse terrestre. I due punti in cui questa retta attraversa la superficie terrestre sono detti polo sud e polo nord; tagliando la superficie terrestre con un piano perpendicolare all'asse e passante per il centro della Terra, si ottiene una circonferenza (l'equatore), che divide la Terra in due emisferi, detti rispettivamente emisfero settentrionale o boreale ed emisfero meridionale o australe.
II periodo di rotazione, cioè l tempo che la Terra impiega a compiere un giro completo su se stessa, è di 24 ore. Ciò fa sì che in ogni località, nel corso di 24 ore, si alternino il dì e la notte.

La Terra non gira soltanto su se stessa (rotazione), ma si muove anche intorno al Sole percorrendo un'orbita approssimativamente circolare. Quest’ultimo moto, che prende l nome di rivoluzione, si svolge in un anno (365 giorni circa).
Inoltre l'asse di rotazione della Terra non è perpendicolare al piano dell'orbita (detto piano dell'eclittica), ma forma con esso un angolo di circa 67°. Tutto ciò spiega perché il dì e la notte, come hai osservato sopra, non hanno sempre la stessa durata.

In un dato emisfero, si hanno la primavera e l'estate quando l di dura giù della notte; l'autunno e l'inverno quando, invece, la notte dura più del dì. Considerando, per fissare le idee, l'emisfero settentrionale, nel quale si trova l'Italia, il ciclo delle quattro stagioni si svolge come segue.
Primavera. Ha inizio il 21 marzo, quando la Terra si trova nella posizione 1 (detta equinozio di primavera) e termina il 21 giugno, quando la Terra si trova nella posizione 2 (solstizio d'estate). Il 21 marzo il di e Ιa notte hanno uguale durata. II 21 giugno la durata del di è massima (e quella della notte minima). Durante la primavera, dunque, le giornate si allungano.
Estate. Ha inizio il 21 giugno (solstizio d'estate) e termina il 23 settembre, quando la Terra si trova nella posizione 3 (equinozio d'autunno). II 23 settembre il di e la notte hanno uguale durata. Durante l'estate le giornate si accorciano.
Autunno. Ha inizio il 23 settembre (equinozio d'autunno) e termina l 22 dicembre, quando la Terra si trova nella posizione 4 (solstizio d'inverno). II 22 dicembre la durata del di è minima (e quella della notte massima). Durante l'autunno le giornate continuano ad accorciarsi.

Inverno. Ha inizio il 22 dicembre (solstizio d'inverno) e termina l 21 marzo (equinozio di primavera). Durante l'inverno le giornate tornano ad allungarsi.
D'estate fa più caldo che d'inverno perché riceviamo dal Sole più luce e, quindi, più calore. Ma perché la primavera è più fresca dell'estate? La quantità di calore ricevuta dal Sole è la stessa nelle due stagioni. La Terra, però, impiega un certo tempo a riscaldarsi. Pertanto, le temperature più elevate si raggiungono soltanto qualche mese dopo che le giornate sono diventate più lunghe della notte. Per ragioni analoghe l'inverno è più freddo dell'autunno.
Sulla Terra si distinguono cinque zone climatiche, che differiscono per la loro diversa insolazione (cioè per la quantità di luce e di calore che ricevono dal Sole):
• la zona torrida, che circonda l'equatore ed è delimitata da due paralleli, chiamati tropici: il tropico del Cancro (nell'emisfero settentrionale) e il tropico del Capricorno (nell'emisfero meridionale). II tropico del Cancro è caratterizzato dal fatto che in quel luogo, il 21 giugno a mezzogiorno, i raggi del Sole sono perpendicolari alla superficie terrestre; la stessa situazione si verifica al tropico del Capricorno l 22 dicembre
• le due zone temperate, che si estendono, rispettivamente, fra il tropico del Cancro e l circolo pola-re artico (1a zona temperata settentrionale) e fra il tropico del Capricorno e l circolo polare antartico (Ιa zona temperata meridionale);
• le due zone polari, che si estendono intorno a ciascun polo: la zona po¬lare artica è delimitata dal circolo polare artico, la zona polare antartica dal circolo polare antartico.

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