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LA LUNA:

la luna è l’unico satellite naturale della terra ed è uno dei più grandi del sistema. La distanza media che separa la luna dalla terra (384.000 km) viene percorsa dalla luce in poco più di un 1 sec. Dotata di una forza di gravità che è appena 1/6 di quella terrestre, la Luna si presenta priva d’atmosfera e idrosfera, non avendo una sufficiente capacità d’attrazione nei confronti di acqua e gas. La luna compie attorno alla Terra una rivoluzione in senso antiorario lungo un’orbita eclittica. Il punto della Luna più vicino alla terra si chiama perigeo (dista 356.000 km), e quello più lontano apogeo (407.000 km). Il secondo movimento della luna, la rotazione, avviene in senso antiorario e nello stesso tempo della rivoluzione (27g 7h 43’ 12’’). Quindi compiendo un giro attorno al proprio asse la Luna ci mostra sempre la stessa faccia. La luna è anche trascinata in una translazione rispetto al sole. La traiettoria di questo moto è chiamata epicicloide ed ha un andamento sinuoso. Le fasi lunari, il periodico variare delle condizioni d’illuminazione del nostro satellite, sono la conseguenza più evidente del moto di rivoluzione della Luna attorno alla terra. Il tempo occorrente alla luna per ritrovarsi dopo una rivoluzione nelle medesime condizioni d’illuminazione, rispetto alla Terra, si chiama mese sinodico o lunazione, e dura 29 g 12 h 44’ 3’’. La differenza dal tempo impiegato per una rivoluzione si spiega con contemporaneo movimento della Terra. Per eclissi s’intende l’oscuramento temporaneo, parziale o totale di un corpo celeste. Quando la luna s’interpone tra il sole e la terra, in una ristretta regione della terra, oscurata dal cono d’ombra della luna, il sole non è più visibile, in tutto o in parte (eclissi di sole). Se invece la luna si trova nel cono d’ombra terrestre sarà a sua volta oscurata (eclissi di Luna). Siccome l’orbita lunare è inclinata rispetto al piano dell’eclittica, l’eclissi avviene quando la luna è allineata col sole e la terra proprio quando interseca il piano dell’eclittica, cioè lungo la linea dei nodi. In un anno si possono avere fino a un massimo di 7 eclissi, con prevalenza delle eclissi solari. Le lunari sono meno frequenti ma più lunghe (4 ore) e sono visibili in tutto il mondo. Il succedersi delle fasi lunari costituiva il riferimento temporale più immediato (7 giorni). I romani misuravano il tempo facendo riferimento al mese sinodico (29 giorni e mezzo), perciò l’anno era suddiviso in dodici mesi, pari a 365 giorni. Mancavano ancora 11 giorni l’anno solare che erano recuperati introducendo un mese di 22 giorni ogni due anni. Con la riforma di Giulio Cesare nel 45 a.c., la durata dell’anno è stabilita in 365 giorni, con l’aggiunta di un giorno in più ogni quattro anni, ottenendo un anno bisestile. La durata dell’anno civile si avvicinava a quella dell’anno solare, ma non teneva conto della differenza di 11 minuti esistente tra le 5h 48’ 46’’ e le 6 ore considerate. Ciò portava a un continuo e progressivo anticipo dell’inizio delle stagioni. Nel 1582 il divario tra il calendario e il succedersi delle stagioni era di 10 giorni così il papa Gregorio XIII, inserì il calendario gregoriano, saltando innanzitutto 10 giorni, dopo di che fu deciso di saltare il giorno bisestile (per correggere l’errore degli 11 minuti) negli anni secolari le cui 2 prime cifre non fossero divisibili per quattro. Nel 1983 si stabilì una convenzione internazionale: la terra veniva divisa in 24 fusi orari, larghi ciascuno 15° di longitudine, all’interno dei quali si adottava per convenzione l’ora del meridiano centrale. Venne stabilito che il fuso 0 fosse quello del meridiano fondamentale (Greenwich). Gli altri fusi orari diminuiscono di un’ora verso ovest e aumentano verso est. I confini dei fusi orari sono quasi sempre adattati ai confini degli stati, per convenzione politica. Nei paesi europei d’estate per risparmiare energia elettrica, si adotta l’ora estiva, che anticipa di 1 ora l’inizio della giornata.

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