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LA LUCE E GLI SPETTRI

La luce visibile viene analizzata dalla spettroscopia, una branca della fisica, e può essere studiata attraverso uno spettroscopio, dove la luce viene fatta passare attraverso un prisma ottico e si scompone in una sequenza di colori che prendono il nome di spettri: attraverso gli spettroscopi possiamo studiare la temperatura della materia di cui è composto il corpo celeste, la composizione chimica, la grandezza e gli stati di aggregazione della materia. Gli spettri possono essere di due tipi, di emissione e di assorbimento, ma il primo tipo può essere a sua volta suddiviso in spettri di emissione continui e a righe. Gli spettri continui si presentano con dei colori che vanno dal violetto al rosso ma sfumati: tale spettro viene liberato quando la temperatura è tanto elevata che gli elettroni si allontanano dal nucleo e vi sono degli urti, quindi serve per misurare la temperatura.

Negli spettri a righe invece troviamo tante linee colorate che sono disposte ad una determinata distanza le une dalle altre e ogni colore indica un diverso elemento: ad esempio se le linee sono gialle si tratterà del sodio, se sono violette del potassio, e se sono tutte alla stessa distanza dell’idrogeno; quindi questo tipo di spettro serve per vedere la composizione chimica. Negli spettri ad assorbimento invece troviamo delle righe colorate separata da delle linee nere dette di Fraunhofer: le righe nere ci fanno capire che la struttura del corpo celeste non è omogenea e quindi ci servono per capire i diversi stati di aggregazione della materia. Ad esempio nel caso del sole, il nucleo presenta una temperatura estremamente elevata ma quando la luce raggiunge la zone della fotosfera dove vi sono dei gas a delle temperature inferiori, vi è un assorbimento di energia che viene dimostrato attraverso le linee scure.

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