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La forza di Coriolis e il moto di rivoluzione

La rotazione terrestre produce un’altra forza apparente, la forza di Coriolis, che agisce solo sui corpi in movimento. Infatti, a causa della sua esistenza, ogni corpo sulla superficie terrestre che si muove dai poli all’equatore subisce una deviazione rispetto alla sua direzione iniziale. Se si muove nell’emisfero boreale, sia dall’equatore verso il polo nord che viceversa, esso subirà una deviazione verso destra; se si muove nell’emisfero australe, sia dall’equatore verso il polo sud che viceversa, subirà una deviazione verso sinistra. Tale deviazione di può spiegare considerando che la velocità di rotazione lineare alle diverse latitudini non è costante. Per cui, salendo verso i poli dall’equatore, un corpo si imbatterà in punti aventi una velocità di rotazione sempre minore. Per inerzia il corpo tenderà a mantenere la sua velocità iniziale, ma risulta in anticipo rispetto ai punti della superficie che incontra e subirà una deviazione verso est. Quando si muove invece dai poli verso l’equatore risulterà in ritardo e subirà una deviazione verso ovest. L’effetto Coriolis ha notevole influenza sulla direzione della circolazione atmosferica e sulle correnti oceaniche.

Il moto di rivoluzione
La Terra compie un moto di rivoluzione intorno al Sole, descrivendo un’orbita ellittica il cui piano è chiamato piano dell’Eclittica, in 365 giorni, 6 ore, 9 minuti e 5 secondi (anno sidereo). Poiché l’orbita terrestre è un’ellisse, si troverà un punto più vicino al Sole detto Perielio, e un punto più lontano detto Afelio. La linea che congiunge queste due posizioni prende il nome di linea degli apsidi. Proprio a causa di questa diversa distanza, varia anche l velocità di rivoluzione, maggiore in prossimità del sole, minore man mano che ci si allontana da esso. L’asse di rotazione terrestre inoltre è inclinato rispetto al piano dell’Eclittica di 66° e 33’ e tale inclinazione resta costante per tutta la durata della rivoluzione, durante la quale varia solo il circolo di illuminazione, cioè quella linea immaginaria che divide la zona illuminata da quella buia. Il circolo di illuminazione è tangente ai poli in 2 giorni all’anno, nei due equinozi e il sole è allo zenit sull’equatore, mentre è tangente a due paralleli, chiamati circoli polari, nei solstizi, durante i quali il sole è allo zenit sul tropico del cancro (estate) e su quello del capricorno (inverno).

Siccome la Terra compie continuamente il moto di rivoluzione, ciò influisce anche sulla durata del giorno: si chiama giorno sidereo l’intervallo di tempo che intercorre tra due passaggi della stella sullo stesso meridiano (23h 56min 4s), si chiama giorno solare l’intervallo di tempo tra due successive culminazioni sullo stesso meridiano (24h). questa differenza di durata è dovuta al fatto che la Terra oltre a ruotare su se stessa ruota anche intorno al sole, spostandosi di 1° al giorno. Per cui il giorno sidereo è il tempo che la Terra impiega per compiere un giro intorno al proprio asse, mentre il giorno solare è il tempo che occorre affinché la Terra compia un giro su se stessa e si sposti contemporaneamente di un grado lungo la sua orbita. Dal momento che il giorno sidereo ha una diversa durata da quello solare, il sole non compie un moto apparente sincrono a quello delle altre stelle, ma ogni giorno si trova in ritardo di 4h. Esso si muove su uno sforno di stelle che prende il nome di Zodiaco e che comprende ben 12 costellazioni, attraversate nel corso dell’anno l’una dopo l’altra. Inoltre la rotazione apparente del sole non è costante: la sua declinazione (distanza angolare dall’equatore celeste) infatti varia da un massimo di 23° 27’ latitudine N, a un minimo di 23° 27’ latitudine S.

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